LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 25: Head coach, Massimiliano Allegri of Juventus reacts during the UEFA Champions League group H match between SL Benfica and Juventus at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on October 25, 2022 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
Manca soltanto la proverbiale fumata bianca sotto forma di annuncio presidenziale, ma ormai il dado è tratto: Massimiliano Allegri è a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Napoli. L'ultimo, fondamentale ostacolo burocratico è crollato lunedì scorso, quando il tecnico livornese ha definito la risoluzione del contratto che lo legava al Milan fino al 2027, archiviando definitivamente l'esonero e la burrascosa parentesi in rossonero. Con i documenti sistemati, Max ha apposto la firma su un accordo triennale che lo legherà alla Filmauro fino al 2029. Per uno strano, ciclico scherzo del destino calcistico, Allegri si ritrova ancora una volta a raccogliere la pesantissima eredità lasciata da Antonio Conte, riproponendo un copione già recitato con enorme successo nel 2014 sulla panchina della Juventus. Il patron Aurelio De Laurentiis corona così un lunghissimo inseguimento: i due si erano promessi sposi già nel 2025, prima che la permanenza a sorpresa di Conte rimescolasse le carte spingendo l'allenatore tra le braccia del Diavolo.
Il piano di Max per il nuovo Napoli: difesa a quattro, ritiro a Dimaro e Hojlund al centro
Rientrato ricaricato e motivatissimo dalle vacanze in Sardegna, l'allenatore freme per mettersi al lavoro e sarà in città nel giro di pochissimi giorni per inaugurare la nuova stagione. Il cronoprogramma estivo è già stato scolpito nella pietra di Castel Volturno, dove a metà mese andranno in scena i classici test fisici e atletici. Subito dopo, la truppa azzurra si trasferirà tra le montagne del Trentino: dal 17 al 27 luglio andrà in scena la prima fase del ritiro a Dimaro Folgarida, seguita dalla seconda e fondamentale parte di preparazione a Castel di Sangro, in Abruzzo, dal 30 luglio al 13 agosto. Sotto i riflettori c'è già il rebus tattico. I dialoghi serratissimi con il direttore sportivo Giovanni Manna, con cui il mister ha già condiviso l'esperienza juventina, lasciano presagire un potenziale ritorno alla difesa a quattro, tracciando un solco netto rispetto al recente passato.
La base da cui ripartire, tuttavia, è ritenuta solidissima dallo stesso staff tecnico. Il Napoli del centenario, stando a quanto rivelato dal Corriere dello Sport, poggerà su fondamenta ben precise: Alex Meret, pronto a sovvertire le gerarchie e riprendersi la porta, affiancato dai leader arretrati Giovanni Di Lorenzo e Amir Rrahmani (fresco di rinnovo in attesa di ufficialità). In mezzo al campo, la qualità sarà garantita da Stanislav Lobotka, Scott McTominay e, soprattutto, Kevin De Bruyne, incoronato da Manna come elemento "centrale nel progetto tecnico".
Le vere scintille, però, sono attese nel reparto offensivo, blindato dai pesanti riscatti estivi di Alisson (16 milioni allo Sporting) e Rasmus Hojlund (44 milioni versati al Manchester United). L'ariete danese è il centravanti perfetto per il credo calcistico di Allegri, che lo aveva richiesto a gran voce già durante la sua permanenza a Milano e non vede l'ora di esaltarne le doti in verticale. Resta da scrivere, invece, il futuro di Romelu Lukaku: attualmente impegnato al Mondiale in Nordamerica, il belga gode di un'enorme stima da parte del nuovo mister, che avrebbe voluto portarlo a Torino anni fa. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile per sciogliere l'intrigo in attacco. La missione dettata da De Laurentiis per l'anno del centenario è cristallina e non ammette sconti: lottare per il vertice assoluto in Italia e fare molta strada in Champions League.
Andrea Alati
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