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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Allegri-Milan, addio al veleno: rinuncia ai soldi per correre da De Laurentiis

Allegri-Milan, addio al veleno: rinuncia ai soldi per correre da De Laurentiis
Il lungo ed estenuante tiro alla fune tra Massimiliano Allegri e il Milan si è concluso con la netta vittoria del club di Via Aldo Rossi. A sbloccare l'impasse che teneva col fiato sospeso anche la piazza partenopea è stata la rinuncia definitiva dell'allenatore alla tanto discussa buonuscita. Come ricostruito puntualmente sulle pagine del Corriere della Sera e di Repubblica, l'ultima mediazione tra le parti ha escluso categoricamente l'ipotesi di un incentivo all'esodo per il tecnico livornese. La separazione si è consumata con il semplice saldo delle spettanze relative al mese di giugno, una mossa che certifica la chiusura totale del rapporto e porta un enorme sospiro di sollievo dalle parti di Milanello, alleggerendo sensibilmente i bilanci della società gestita da Gerry Cardinale.

Il Milan vince l'ultima battaglia: niente buonuscita per Allegri, ora c'è il Napoli

​La risoluzione contrattuale, maturata senza sconti, ha coinvolto anche gran parte dei fedelissimi del mister. Il club rossonero ha liquidato l'ultimo stipendio mensile ad Allegri e ai membri del suo staff tecnico in procinto di seguirlo nella nuova avventura campana, con le sole eccezioni di Maurizio Trombetta e Aldo Dolcetti. Questo snodo puramente contabile e burocratico spiega con esattezza le tempistiche dilatate per l'annuncio ufficiale da parte del Napoli. Avendo incassato la mensilità di giugno, Allegri è rimasto a tutti gli effetti un dipendente del Milan fino allo scoccare della mezzanotte del 30 giugno, pur lavorando già sotto traccia per delineare il futuro azzurro. Per i comunicati di rito e le firme sui nuovi contratti, dunque, il calendario doveva necessariamente sfogliare la pagina verso il mese di luglio. ​Lasciati i soldi sul tavolo delle trattative milanesi, Max è ora pronto a tuffarsi nel progetto di Aurelio De Laurentiis. Ad attenderlo c'è un ricco accordo triennale da 4,5 milioni di euro netti a stagione, ma soprattutto la ghiotta occasione per prendersi una rivincita sportiva dal sapore speciale. Il tecnico è infatti determinato a dimostrare come il deludente quinto posto maturato a Milano sia stato il frutto di fattori collaterali e ingerenze esterne. Sul banco degli imputati, nella visione allegriana, ci sarebbero l'isolamento causato da una dirigenza percepita come lontana e, non ultima, la pesante ombra di Zlatan Ibrahimovic, la cui ingombrante presenza avrebbe finito per delegittimarlo agli occhi dello spogliatoio. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore