LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 25: Head coach, Massimiliano Allegri of Juventus reacts during the UEFA Champions League group H match between SL Benfica and Juventus at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on October 25, 2022 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
Il cammino che deve condurre Massimiliano Allegri a insediarsi ufficialmente sulla panchina del Napoli si trasforma in una battaglia legale e diplomatica dai contorni kafkiani, innescando una fortissima tensione sull'asse Milano-Napoli. La transizione tra le mura rossonere e il quartier generale di Castel Volturno è scivolata in una palude di ripicche personali e cavilli burocratici. Secondo quanto rivelato in esclusiva dall'edizione odierna de Il Mattino, la rottura tra il tecnico livornese e la dirigenza del Diavolo ha assunto i connotati di un caos gestionale senza precedenti. Lo stato maggiore di via Aldo Rossi avrebbe notificato il licenziamento attraverso una sequenza procedurale bizzarra: prima un comunicato stampa ufficiale e solo successivamente una PEC formale. Un pasticcio di rito che lo stesso Allegri, nel corso di un fitto colloquio con Aurelio De Laurentiis, ha definito come un vero e proprio disastro procedurale, dicendosi pronto a trascinare il Milan in tribunale qualora la trattativa per la risoluzione del contratto dovesse incagliarsi definitivamente.
Risoluzione, è scontro totale con Branchini: chiesti 5 milioni per liberare lo staff di Max
Dietro la rigidità della società milanese si nasconderebbe però un clamoroso retroscena orchestrato direttamente da Zlatan Ibrahimovic. Il dirigente svedese, i cui vecchi dissapori con il tecnico toscano risalgono ai tempi dello scudetto del 2011, sarebbe disposto a intraprendere una linea di totale ostruzionismo: l'idea dell'ex attaccante è quella di mantenere Allegri regolarmente sotto contratto per un'intera stagione a ridosso della scadenza, ponendo un veto assoluto alla rescissione pur di impedirgli di sposare il progetto del Centenario azzurro. Un dispetto strategico che si intreccia con i rigidi paletti finanziari imposti dalla proprietà RedBird, attualmente impegnata in una spending review totale in quello che molti definiscono come un vero e proprio "anno zero". Il Milan sta stringendo i freni su qualsiasi capitolo di spesa, pretendendo di risparmiare persino le ultime due mensilità di stipendio e alzando le barricate davanti alla richiesta di una buonuscita da 5 milioni di euro complessivi avanzata dal manager del tecnico, Giovanni Branchini, per liberare l'allenatore e il suo storico staff.
Questo stallo alla messicana costringe inevitabilmente il Napoli a modificare le tempistiche della propria campagna di comunicazione, congelando l'annuncio ufficiale del nuovo timoniere. A dilatare ulteriormente i tempi della burocrazia ci ha pensato l'agenda istituzionale del presidente Aurelio De Laurentiis, decollato nelle scorse ore alla volta degli Stati Uniti per sbrigare una serie di impegni cinematografici e commerciali che lo terranno oltreoceano fino alla fine di giugno. Il patron della Filmauro ha preferito non forzare la mano, consapevole che l'intera vicenda sia legata a un braccio di ferro interno a Casa Milan di cui il Napoli può essere solo spettatore interessato.
Andrea Alati
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