Un percorso fatto di sacrifici, chilometri macinati e sogni chiusi nel cassetto che finalmente prendono forma sul rettangolo verde. Alisson Santos è uno dei volti più freschi ed elettrici del Napoli, capace di spaccare le partite (come accaduto contro il Milan) e di infiammare la piazza. Il talento brasiliano ha deciso di raccontarsi senza filtri nel secondo episodio di “Small Talk”, format in onda sui canali ufficiali del club partenopeo.
Dalla rete alla Roma all'abbraccio della città: Alisson giura amore ai colori del Napoli
Il fulcro della chiacchierata è stato il ricordo, ancora vivissimo, della sua prima marcatura in maglia azzurra, siglata contro la Roma nella bolgia del Maradona. Un momento letteralmente scolpito nella memoria: "In quell’azione mi sono accentrato per avere più spazio, poi lì Giovane mi ha servito bene e ho controllato col sinistro prima di calciare. È stata una gioia enorme segnare, anche perché allo stadio c’erano mia madre, mio fratello e il mio agente. Sentire il mio nome urlato dallo speaker e dai tifosi è stato qualcosa di incredibile: lo stadio era pieno e in quel momento ho capito davvero di aver realizzato il mio sogno, quello di giocare e segnare per un club così importante come il Napoli. Spero sia solo il primo di tanti gol per aiutare la squadra".
Per arrivare a calcare l'erba di Fuorigrotta e lottare per lo Scudetto, Alisson ha dovuto affrontare un percorso logistico e personale non privo di ostacoli. Un trasferimento intercontinentale che ha richiesto enormi energie fisiche e mentali, come svela lui stesso riavvolgendo il nastro ai suoi primissimi giorni in Italia: "È stato un viaggio lungo e stancante, tra partite e scali, ma arrivare al Napoli è qualcosa che ripaga tutto". La fatica, però, lascia subito spazio alla creatività e all'estro tipico dei giocatori sudamericani. I punti di riferimento, in questo senso, non potevano che essere i grandi maestri del futebol bailado. A proposito delle sue principali fonti di ispirazione, il fantasista azzurro conferma la sua attitudine per lo spettacolo: "Sono cresciuto guardando Neymar e Ronaldinho, cercando di imparare da loro e di portare in campo la stessa felicità nel giocare".
La felicità espressa palla al piede va però di pari passo con la serenità umana fuori dal campo. E sotto questo aspetto, l'impatto con la realtà partenopea è stato letteralmente travolgente per Alisson. Napoli è una metropoli viscerale, passionale e accogliente, che ha subito fatto breccia nel cuore del giocatore, azzerando quasi totalmente la saudade per il Sudamerica. Le parole spese a conclusione dell'intervista per i suoi nuovi tifosi sanno di miele: "Mi hanno accolto alla grande, Napoli è calda come il Brasile. Dopo poco mi sentivo già a casa".
Andrea Alati
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