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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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AIA, Rocchi fa scudo agli arbitri e ignora il caso Buongiorno: "Ottima giornata, gioco fluido e meno richiami"

Durante la trasmissione, non c'è stato alcun passaggio o commento sulla contestata direzione di gara di Colombo al Bentegodi

Gianluca Rocchi designatore arbitri serie A
La ricerca della coerenza è la base del lavoro arbitrale, parola di Gianluca Rocchi. Eppure, nel consueto appuntamento televisivo di Open Var su DAZN, l'intervento del designatore dell'AIA ha lasciato in dote più di una perplessità, generando un cortocircuito comunicativo che non è passato inosservato all'ombra del Vesuvio. Il bilancio della 27ª giornata di Serie A è stato presentato dai vertici arbitrali come un successo su tutta la linea, ma nel salotto televisivo ha trovato spazio un proverbiale "elefante nella stanza": l'assordante silenzio su Verona-Napoli.

Nessun fallo se si sta fermi, ma Rocchi avverte: "Vietato accerchiare i portieri in area piccola"

A far rumore non è stato ciò che Rocchi ha detto, come evidenzia TuttoNapoli, ma ciò che ha clamorosamente omesso. Durante la trasmissione, non c'è stato alcun passaggio o commento sulla contestata direzione di gara di Colombo al Bentegodi. Nello specifico, è stato totalmente ignorato l'episodio chiave che ha portato alla rete dell'Hellas: un calcio d'angolo assegnato agli scaligeri viziato in origine da un nettissimo fallo non fischiato ai danni del difensore azzurro Alessandro Buongiorno. Un'amnesia televisiva che stride fortemente con un dettaglio non da poco: sabato pomeriggio, sulle tribune dello stadio veronese, era presente proprio lo stesso Rocchi, recatosi in Veneto con l'obiettivo specifico di visionare da vicino l'operato della sestina arbitrale. L'analisi televisiva si è invece concentrata minuziosamente su altri campi. Dopo aver derubricato il gol di Pavlovic in Cremonese-Milan (mancando la "certezza" di un tocco irregolare, il Var non può sconfessare la decisione di campo), Rocchi ha affrontato il delicato e attualissimo tema dei blocchi sui portieri, prendendo in esame l'episodio di Caprile in Parma-Cagliari, figlio delle stesse dinamiche viste nel turno precedente in Milan-Parma. Il designatore ha fatto chiarezza sul regolamento, spegnendo le polemiche ma lanciando un monito severo: "Il giocatore che si mette fermo in area di porta non commette nessun fallo, ho sentito ricostruzioni fantasiose. La regola non vieta di stare fermi in quell'area". Tuttavia, Rocchi ha tracciato una netta linea di confine per il futuro: "Ci sono campionati in cui in area di porta si mettono fermi in 5, un atteggiamento pericoloso. Ai ragazzi ho detto che se il giocatore fa qualcosa (un movimento attivo, ndr), noi interveniamo. Non voglio vedere situazioni critiche di altri campionati. Non possiamo permettere che un portiere non abbia la possibilità di giocare". Al netto delle polemiche campane, per il numero uno dell'AIA il weekend appena trascorso rappresenta un modello da seguire. Il motivo? La centralità restituita al direttore di gara a discapito della tecnologia. "Il VAR ha lavorato bene perché i ragazzi hanno arbitrato bene in campo e non ne abbiamo avuto bisogno", ha sentenziato Rocchi. Il fiore all'occhiello di questa ritrovata "fluidità" è il minutaggio di gioco effettivo, schizzato a quota 58 minuti di media, un dato altissimo per gli standard spezzettati della Serie A. Un merito che Rocchi divide tra l'atteggiamento propositivo delle squadre e la bravura dei direttori di gara nel non fischiare ogni minimo contatto, portando come esempio virtuoso l'ottima conduzione all'inglese di Simone Sozza nel big match dell'Olimpico tra Roma e Juventus. La coerenza, insomma, è l'obiettivo: l'auspicio è che valga per tutti i novanta minuti, e per tutte le piazze d'Italia. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore