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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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AIA, Asso-arbitri verso il commissariamento: la Figc prepara la svolta dopo il caso Zappi

Il nodo, adesso, riguarda esclusivamente la legittimità procedurale dell’intervento. La Figc avrebbe chiesto al Coni di valutare se il commissariamento possa essere considerato un atto “indifferibile”, quindi non rinviabile, anche in presenza di una governance federale attualmente dimissionaria.

AIA, Asso-arbitri verso il commissariamento: la Figc prepara la svolta dopo il caso Zappi
Il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri sembra ormai appeso a un ultimo passaggio formale. La Federazione Italiana Giuoco Calcio avrebbe infatti deciso di procedere verso il commissariamento dell’Aia, aspettando soltanto il parere del Collegio di Garanzia dello Sport per rendere operativa una scelta destinata a cambiare profondamente gli equilibri dell’intero sistema arbitrale italiano.

AIA, Asso-arbitri verso il commissariamento: la Figc prepara la svolta dopo il caso Zappi

La sensazione che emerge dagli ambienti federali è che la decisione sia già stata sostanzialmente presa. Il nodo, adesso, riguarda esclusivamente la legittimità procedurale dell’intervento. La Figc avrebbe chiesto al Coni di valutare se il commissariamento possa essere considerato un atto “indifferibile”, quindi non rinviabile, anche in presenza di una governance federale attualmente dimissionaria. Dietro questa accelerazione si nasconde una crisi che va avanti da mesi e che, nelle ultime settimane, si sarebbe aggravata ulteriormente. Al centro della vicenda c’è Antonio Zappi, colpito da una condanna a tredici mesi di inibizione nell’ambito della vicenda relativa alle presunte pressioni esercitate sugli ex responsabili tecnici di Serie C e Serie D. Una situazione che ha inevitabilmente destabilizzato l’intero ambiente arbitrale, già attraversato da tensioni interne, divisioni politiche e difficoltà organizzative. Secondo quanto filtra, la Figc starebbe valutando la nomina di un commissario straordinario con mandato fino al 31 dicembre 2026, prorogabile eventualmente fino all’estate del 2027. Un periodo lungo, che conferma come l’obiettivo non sia soltanto gestire l’emergenza, ma ricostruire integralmente la struttura di governo dell’associazione arbitrale. Il tema centrale riguarda infatti la credibilità dell’intero sistema. Negli ultimi anni, all’interno dell’Aia, nessuna governance eletta sarebbe riuscita a completare regolarmente il proprio mandato. Una continuità istituzionale mai davvero consolidata che avrebbe progressivamente alimentato instabilità, conflitti interni e difficoltà operative. Da qui l’idea di congelare temporaneamente il percorso elettorale per affidare a una figura esterna il compito di riscrivere regole, equilibri e assetti organizzativi. Durante il recente Consiglio Federale sarebbe stata letta anche una relazione del vice commissario vicario Massini, documento che avrebbe fotografato un clima interno particolarmente delicato. Oltre alle vicende disciplinari e alle indagini in corso a Milano, emergerebbe una crescente difficoltà nella gestione quotidiana dell’associazione. E non si tratta soltanto di questioni politiche. Uno dei punti più sensibili riguarda infatti la situazione economica dell’Aia. Formalmente il budget 2025 sarebbe rimasto entro i limiti fissati dalla Figc, senza sforamenti ufficiali. Tuttavia, il problema reale sarebbe stato l’esaurimento anticipato delle risorse disponibili. Tradotto: i fondi si sarebbero esauriti con mesi d’anticipo rispetto alla conclusione dell’anno sportivo. Le conseguenze operative sarebbero state immediate, soprattutto nelle categorie inferiori. Dalla Serie C in giù, diverse riunioni tecniche e attività formative sarebbero state sospese proprio per mancanza di coperture economiche. Un segnale considerato molto grave all’interno del sistema arbitrale, perché colpisce direttamente il lavoro di formazione e aggiornamento degli arbitri. Anche il futuro degli Organi Tecnici resta sospeso. La Figc starebbe ragionando se prorogare temporaneamente gli attuali incarichi oppure lasciare al futuro commissario il compito di ridefinire completamente le nomine. In questo contesto, il commissariamento appare sempre meno come una semplice ipotesi straordinaria e sempre più come una scelta inevitabile. Non soltanto per gestire l’emergenza immediata, ma per tentare di ricostruire una struttura che negli ultimi anni ha perso stabilità, continuità e credibilità istituzionale. Il verdetto definitivo adesso è atteso dal Coni. Ma all’interno del calcio italiano, la sensazione è che la direzione sia ormai stata tracciata.
Andrea Fiorentino · Redattore