Napoli
AIA, arbitri sotto pressione e futuro incerto per Open Var: la Serie A si interroga
Al centro del dibattito c’è il destino di Open Var, il format lanciato da DAZN con l’obiettivo dichiarato di aumentare la trasparenza sulle decisioni arbitrali.
Il calcio italiano si prepara a una giornata chiave fuori dal campo. Il prossimo 23 marzo, nella sede milanese di via Rosellini, la Lega Serie A riunirà i club per un’assemblea che arriva in un momento delicato, segnato da tensioni crescenti sul tema arbitrale.
AIA, arbitri sotto pressione e futuro incerto per Open Var: la Serie A si interroga
Prima del confronto ufficiale, è previsto un passaggio tutt’altro che formale: l’incontro tra il designatore Gianluca Rocchi e i presidenti delle società. Un faccia a faccia pensato per fare chiarezza su episodi, polemiche e direzione futura, mentre la stagione entra nella sua fase decisiva. Open Var verso la chiusura: da esperimento a caso Al centro del dibattito c’è il destino di Open Var, il format lanciato da DAZN con l’obiettivo dichiarato di aumentare la trasparenza sulle decisioni arbitrali. L’idea iniziale era semplice: aprire le porte della sala VAR di Lissone, mostrare gli audio tra arbitri e assistenti video, spiegare le scelte più controverse. Ma, stagione dopo stagione, quell’operazione si è trasformata in qualcosa di diverso. Secondo diverse ricostruzioni, all’interno del sistema arbitrale cresce il malcontento. La sensazione diffusa è che l’esposizione mediatica settimanale non stia aiutando, ma al contrario stia amplificando errori, pressioni e insicurezze. “Non serve a niente”, è il pensiero che filtra da più parti. Un giudizio netto che fotografa il clima attuale. La posizione di FIGC e AIA: riflessioni in corso La questione è ora sul tavolo della FIGC e dell’AIA, chiamate a decidere se proseguire o interrompere il progetto. L’orientamento che emerge è prudente, ma significativo: la terza stagione di Open Var potrebbe essere anche l’ultima. L’idea di fondo è che una “trasparenza forzata”, anziché chiarire, rischi di generare confusione e indebolire la figura dell’arbitro. Non è solo una questione di comunicazione, ma di equilibrio. Esporre sistematicamente decisioni e dialoghi tecnici al giudizio pubblico può trasformarsi in una pressione costante, difficile da gestire. I club divisi tra chiarezza e confusione Anche tra le società il tema divide. Se inizialmente Open Var era stato accolto come uno strumento utile per comprendere meglio le dinamiche arbitrali, oggi alcuni dirigenti iniziano a considerarlo controproducente. La critica principale riguarda l’effetto finale: invece di ridurre le polemiche, il programma finirebbe per moltiplicarle, offrendo nuovi spunti di discussione e interpretazioni divergenti. Il confronto del 23 marzo: un passaggio decisivo In questo contesto, l’incontro tra Rocchi e i presidenti della Serie A assume un valore strategico. Non sarà solo un aggiornamento tecnico, ma un momento di confronto diretto su fiducia, credibilità e gestione del sistema arbitrale. L’assemblea che seguirà potrebbe indirizzare le scelte future, non solo su Open Var ma più in generale sul rapporto tra arbitri, media e opinione pubblica.
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