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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Sabatini racconta Luis Enrique alla Roma: “Totti lo chiamava Zichichi, rivoluzionò tutto”

Quando arrivò a Trigoria, Luis Enrique introdusse immediatamente un’impostazione diversa rispetto agli standard dell’epoca. Allenamenti intensi, attenzione maniacale ai dettagli e nuove idee di gioco trasformarono il lavoro quotidiano del gruppo giallorosso.

Sabatini
L’esperienza di Luis Enrique sulla panchina della AS Roma continua a far discutere anche a distanza di anni. Un’avventura breve, intensa e spesso divisiva, che oggi viene riletta attraverso le parole di Walter Sabatini, dirigente che nel 2011 scelse di affidare il nuovo progetto giallorosso all’allora tecnico del Barça B.

Sabatini racconta Luis Enrique alla Roma: “Totti lo chiamava Zichichi, rivoluzionò tutto”

In un’intervista concessa al quotidiano spagnolo “As”, Sabatini ha ripercorso i momenti che portarono all’arrivo dell’allenatore asturiano nella Capitale, descrivendolo come una figura fuori dagli schemi per il calcio italiano di quel periodo. La scelta di Luis Enrique e il primo impatto a Roma Secondo il racconto dell’ex direttore sportivo romanista, il nome di Luis Enrique emerse grazie ai suggerimenti ricevuti dall’ambiente calcistico spagnolo. Dopo le prime relazioni tecniche e le osservazioni sul lavoro svolto con la seconda squadra del Barcellona, la dirigenza romanista decise di approfondire il profilo dell’allenatore. Sabatini rimase colpito soprattutto dalla sua visione del calcio e dal modo in cui interpretava il ruolo dell’allenatore. Non soltanto tattica e risultati, ma una filosofia costruita sull’identità, sul metodo e sulla crescita quotidiana della squadra. Quando arrivò a Trigoria, Luis Enrique introdusse immediatamente un’impostazione diversa rispetto agli standard dell’epoca. Allenamenti intensi, attenzione maniacale ai dettagli e nuove idee di gioco trasformarono il lavoro quotidiano del gruppo giallorosso. De Rossi conquistato dal metodo dell’allenatore spagnolo Tra i calciatori che più apprezzarono il nuovo corso ci fu Daniele De Rossi. Sabatini ha raccontato che il centrocampista romanista rimase profondamente colpito dalla quantità di concetti tattici sviluppati durante gli allenamenti. L’ex dirigente ha descritto un De Rossi entusiasta, incuriosito da un approccio innovativo che sembrava quasi riportarlo a studiare il calcio da capo. Un dettaglio che, secondo Sabatini, rese evidente l’impatto culturale avuto da Luis Enrique all’interno dello spogliatoio. Al di là dei risultati sportivi, la sua gestione lasciò infatti un segno soprattutto sul piano professionale e metodologico, anticipando molte dinamiche che negli anni successivi sarebbero diventate centrali anche nel calcio italiano. Il rapporto con Totti e quel soprannome diventato celebre Uno dei temi più delicati della stagione riguardò inevitabilmente il rapporto con Francesco Totti. Luis Enrique prese decisioni coraggiose, arrivando anche a lasciare in panchina il capitano romanista in alcune occasioni, scelta che provocò forti reazioni nell’ambiente giallorosso. Sabatini ha spiegato come l’allenatore spagnolo non fosse disposto a rinunciare ai propri principi, nemmeno davanti al peso simbolico rappresentato da Totti nella città di Roma. Un atteggiamento che alimentò tensioni con parte della tifoseria, da sempre estremamente protettiva nei confronti della bandiera giallorossa. Nonostante questo, tra i due sarebbe rimasto un rapporto di stima reciproca. Curioso anche il retroscena raccontato da Sabatini: Totti chiamava Luis Enrique “Zichichi”, paragonandolo al celebre fisico italiano per il suo modo quasi scientifico di interpretare il calcio e gli allenamenti. L’addio alla Roma e la delusione finale La separazione arrivò al termine della stagione 2011-2012. La società avrebbe voluto proseguire il progetto tecnico, ma Luis Enrique decise di lasciare la Roma dopo un solo anno. Secondo Sabatini, alla base della scelta ci sarebbero stati episodi spiacevoli vissuti sul piano personale, legati ad alcuni comportamenti subiti dalla sua famiglia. Una situazione che avrebbe profondamente amareggiato l’allenatore, fino a convincerlo a interrompere la sua esperienza italiana. L’ex dirigente romanista ha infine ricordato anche un dettaglio che racconta bene la personalità dell’attuale tecnico del Paris Saint-Germain F.C.: durante la sua permanenza nella Capitale raggiungeva spesso Trigoria in bicicletta, nonostante abitasse nella zona dell’Olgiata, dall’altra parte della città. Un’immagine che, ancora oggi, sintetizza perfettamente il carattere di Luis Enrique: rigoroso, metodico e totalmente immerso nel proprio lavoro.
Andrea Fiorentino · Redattore