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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Protti, la sfida più dura: “Sto reimparando a camminare. Sacchi? Diceva Serie C, ho risposto con i fatti”

Il racconto della sua vita calcistica arriva anche sul grande schermo con il film "Igor. L’eroe romantico del calcio". Un progetto concluso poco prima della scoperta della malattia, quasi un passaggio simbolico tra passato e presente.

Protti, la sfida più dura: “Sto reimparando a camminare. Sacchi? Diceva Serie C, ho risposto con i fatti”
La voce è calma, ma attraversata da una consapevolezza nuova. Igor Protti racconta la sua battaglia lontano dal campo con la stessa determinazione che lo ha accompagnato durante tutta la carriera.

Protti, la sfida più dura: “Sto reimparando a camminare. Sacchi? Diceva Serie C, ho risposto con i fatti”

Oggi il nemico non ha una maglia né un numero: è la malattia. E la partita, come lui stesso ammette, è la più complessa della sua vita. "Sto imparando a camminare di nuovo, come quando si è piccoli", spiega l’ex attaccante, che da dieci mesi combatte contro un tumore al colon. Un percorso che si è complicato negli ultimi mesi, quando la patologia ha coinvolto anche le vertebre, imponendo nuovi interventi e una fase di recupero lenta e delicata. Dopo un’operazione recente e venti giorni trascorsi a letto, Protti ha ricominciato da zero, passo dopo passo, affrontando una riabilitazione che richiede pazienza e forza mentale. "È un avversario subdolo, mi ha costretto a tornare indietro, ma sto cercando di recuperare", racconta. Nel momento più difficile, a sostenerlo è arrivata una spinta inattesa ma potentissima: quella del mondo del calcio. Messaggi, telefonate, incoraggiamenti. "Tanti tifosi mi hanno scritto chiedendomi di non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grande comunità: a volte sembra dividere, ma in realtà riesce a unire tutti sotto gli stessi colori, sotto la stessa passione". Dal giudizio di Sacchi alla vetta della Serie A Ripercorrendo la sua carriera, Protti torna agli inizi, quando il suo percorso sembrava destinato a fermarsi molto prima. "Da ragazzo avevo Arrigo Sacchi come allenatore e lui disse che, per le mie caratteristiche, avrei potuto giocare al massimo in Serie C". Una valutazione lucida, senza sconti, che avrebbe potuto scoraggiare chiunque. "Guardando quel giocatore, aveva ragione. Più della Serie C non poteva fare", ammette oggi con sincerità. Ma proprio da quella previsione nasce la sua rivincita. Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, Protti costruisce una crescita silenziosa, fatta di sacrificio e determinazione, fino a raggiungere risultati che sembravano irraggiungibili. "Con passione, volontà e spirito di sacrificio sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. È la dimostrazione che si può andare oltre i limiti che gli altri, o noi stessi, immaginiamo". Il film sulla sua storia, prima della diagnosi Il racconto della sua vita calcistica arriva anche sul grande schermo con il film "Igor. L’eroe romantico del calcio". Un progetto concluso poco prima della scoperta della malattia, quasi un passaggio simbolico tra passato e presente. "Abbiamo finito le riprese dieci giorni prima che mi venisse diagnosticato il tumore. È come se fosse qualcosa che doveva essere fatto", spiega. Il film ripercorre l’intero cammino sportivo dell’attaccante: dalle giovanili del Rimini fino all’ultima partita con il Livorno contro la Juventus, il giorno in cui ha salutato definitivamente il calcio giocato. Una storia fatta di cadute e risalite, perfettamente in linea con ciò che sta vivendo oggi. La battaglia quotidiana e il legame con i tifosi Negli ultimi giorni Protti ha presentato anche il libro scritto insieme a Michele Salomone, "Bari, ti amo! Parola di zar", un ulteriore tassello di un rapporto profondo con le piazze che lo hanno amato. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla situazione attuale. "È una battaglia difficile, ma la affronto ogni giorno", dice senza retorica. Non cerca frasi a effetto, né scorciatoie narrative. Il suo racconto resta lineare, concreto, quasi essenziale. Come la sua carriera: senza proclami, ma costruita con costanza.
Andrea Fiorentino · Redattore