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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Paris Saint-Germain, Kvaratskhelia, il padre: “Napoli resterà per sempre casa. L’addio? Una scelta maturata in un mese”

A raccontarla è suo padre, Badri, in una lunga intervista che ripercorre gli ultimi anni del fuoriclasse georgiano, dal trionfo a Napoli fino al trasferimento al Paris Saint-Germain.

Paris Saint-Germain, Kvaratskhelia, il padre: “Napoli resterà per sempre casa. L’addio? Una scelta maturata in un mese”
Dietro il talento e le accelerazioni di Khvicha Kvaratskhelia c’è una storia fatta di scelte rapide, emozioni forti e legami che resistono al tempo.

Paris Saint-Germain, Kvaratskhelia, il padre: “Napoli resterà per sempre casa. L’addio? Una scelta maturata in un mese”

A raccontarla è suo padre, Badri, in una lunga intervista che ripercorre gli ultimi anni del fuoriclasse georgiano, dal trionfo a Napoli fino al trasferimento al Paris Saint-Germain. “Napoli resterà il suo luogo preferito” Nonostante il presente a Parigi e i successi internazionali, il legame con SSC Napoli resta intatto. "Quella città rimarrà sempre il suo posto del cuore", racconta Badri, lasciando emergere un sentimento che va oltre il calcio giocato. Napoli, per Kvaratskhelia, non è stata solo una tappa professionale, ma il punto di svolta della sua carriera europea. È lì che è diventato protagonista, è lì che ha conquistato uno Scudetto storico e il riconoscimento come miglior giocatore della stagione. Ed è lì che è nato anche suo figlio, un dettaglio che rende quel periodo ancora più personale. "Se un napoletano ti chiama ‘Kvaradona’, quale complimento migliore può esistere?" sottolinea il padre, evocando il paragone con Diego Armando Maradona e il peso simbolico di quel soprannome. Un addio deciso in poche settimane Il passaggio dal Napoli al PSG non è stato il frutto di una lunga trattativa, ma di una decisione rapida e consapevole. "È successo tutto in un mese. Khvicha ha deciso che era il momento di andare", spiega Badri. Una scelta condivisa con la famiglia e l’entourage, ma nata dalla volontà del giocatore di misurarsi con un livello ancora più alto. Un passaggio che ha segnato una nuova fase della sua carriera, già arricchita da trofei e dalla vittoria della Champions League con il club parigino. Gli anni della consacrazione e la crescita personale Negli ultimi tre anni, la vita di Kvaratskhelia è cambiata profondamente, non solo in campo. Si è sposato, è diventato padre, ha consolidato il proprio status internazionale e ha vissuto da protagonista anche con la nazionale georgiana. Un momento simbolico è stato UEFA Euro 2024, dove la Georgia ha scritto una pagina storica raggiungendo la fase finale e sorprendendo per gioco e personalità. "Ero sugli spalti, ascoltavo l’inno e guardavo mio figlio. In quel momento ho capito che tutto questo sacrificio aveva senso", racconta il padre. Un’immagine che restituisce il lato più umano di una carriera spesso osservata solo attraverso numeri e prestazioni. Napoli e Parigi, due mondi diversi Il confronto tra Napoli e Parigi non riguarda solo il campo, ma anche il rapporto con i tifosi. "A Napoli bastavano pochi secondi perché si diffondesse la notizia della sua presenza. Veniva circondato immediatamente", ricorda Badri. A Parigi, invece, l’approccio è più discreto: "I tifosi ti riconoscono, ma chiedono sempre con rispetto una foto o un autografo". Due culture diverse, due modi di vivere il calcio, che Kvaratskhelia ha imparato a conoscere e gestire. Il futuro in famiglia: cresce Tornike Lo sguardo si allarga poi al futuro, con un’attenzione particolare al fratello minore Tornike. "Non è facile essere il fratello di Khvicha, la pressione è grande", ammette il padre. Ma il percorso è chiaro: niente privilegi, solo merito. "Tutto quello che ottiene è perché lo merita. Ha talento e determinazione, il resto dipenderà da lui". Una carriera in movimento, un legame che resta La storia di Kvaratskhelia è quella di un talento in continua evoluzione, capace di prendere decisioni rapide senza perdere il legame con le proprie radici. Napoli resta un capitolo chiuso solo professionalmente, ma ancora vivo sul piano emotivo. Un luogo che ha segnato l’inizio della sua affermazione e che, come conferma suo padre, continuerà a occupare un posto speciale nella sua vita. Perché nel calcio si cambia squadra, città, campionato. Ma certe connessioni, semplicemente, non si spezzano.
Andrea Fiorentino · Redattore