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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Olimpiadi Roma-Napoli, Buonfiglio apre la sfida: “Un progetto unico al mondo per il 2036 o il 2040”

“Nel mondo credo che nessuno possa contare su due città come Roma e Napoli”, ha spiegato il numero uno dello sport italiano, evidenziando il valore strategico e simbolico di un binomio che unirebbe patrimonio storico, attrattività internazionale e tradizione sportiva.

Olimpiadi Roma-Napoli, Buonfiglio apre la sfida: “Un progetto unico al mondo per il 2036 o il 2040”
L’idea prende forma e punta a trasformarsi in una delle candidature più ambiziose della storia sportiva italiana. Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha rilanciato la prospettiva di un’edizione dei Giochi Olimpici distribuita tra Roma e Napoli, immaginando un asse capace di valorizzare due delle città più rappresentative del Paese senza ricorrere alla costruzione di nuovi impianti.

Olimpiadi Roma-Napoli, Buonfiglio apre la sfida: “Un progetto unico al mondo per il 2036 o il 2040”

L’occasione per tornare sull’argomento è arrivata durante la presentazione dell’edizione 2026 del Rally di Roma, dove Buonfiglio ha delineato una visione che guarda alle Olimpiadi del 2036 o del 2040. Una candidatura che, almeno per il momento, non è stata ancora formalizzata ma che sta alimentando riflessioni e confronti istituzionali. “Nel mondo credo che nessuno possa contare su due città come Roma e Napoli”, ha spiegato il numero uno dello sport italiano, evidenziando il valore strategico e simbolico di un binomio che unirebbe patrimonio storico, attrattività internazionale e tradizione sportiva. Secondo l’ipotesi illustrata da Buonfiglio, la capitale ospiterebbe la grande maggioranza delle competizioni, mentre Napoli assumerebbe un ruolo complementare ma significativo all’interno del programma olimpico. Una distribuzione pensata per sfruttare infrastrutture già esistenti e per consolidare gli investimenti che nei prossimi anni interesseranno il capoluogo campano, anche grazie agli eventi internazionali già assegnati alla città. Al centro del progetto emerge un principio preciso: evitare nuove cattedrali nel deserto e concentrarsi invece sul miglioramento di ciò che già esiste. L’obiettivo dichiarato è lasciare un’eredità concreta ai territori coinvolti, puntando sulla riqualificazione urbana, sul potenziamento dei collegamenti e sull’ammodernamento delle strutture sportive attualmente disponibili. Buonfiglio ha inoltre confermato di aver già affrontato il tema con le principali istituzioni locali. I confronti avviati con i sindaci di Roma e Napoli, insieme ai presidenti delle Regioni Lazio e Campania, avrebbero evidenziato una convergenza sull’idea di una candidatura sostenibile, costruita attorno al concetto di legacy e alla capacità dei Giochi di generare benefici duraturi per le comunità ospitanti. La prospettiva di un’Olimpiade condivisa rappresenterebbe anche una risposta alle nuove linee guida del movimento olimpico internazionale, sempre più orientato verso modelli organizzativi che valorizzano impianti esistenti e riducono l’impatto economico e urbanistico delle manifestazioni. Per l’Italia si tratterebbe di una sfida dal forte valore simbolico. Roma tornerebbe al centro della scena olimpica dopo l’esperienza del 1960, mentre Napoli avrebbe l’opportunità di consolidare il proprio ruolo nel panorama dei grandi eventi sportivi internazionali. Un progetto che, se dovesse trasformarsi in candidatura ufficiale, potrebbe ridisegnare il futuro dello sport italiano e rafforzare l’immagine del Paese sulla scena mondiale. Per ora si tratta di una visione ancora in fase embrionale, ma le parole di Buonfiglio segnano un passaggio importante: l’idea di un’Olimpiade Roma-Napoli non è più soltanto una suggestione, bensì un percorso che inizia a prendere forma attraverso il dialogo tra istituzioni, territorio e movimento sportivo.
Andrea Fiorentino · Redattore