Nazionali, Ancelotti rilancia: "Voglio restare con il Brasile fino al 2030"
In un’intervista al programma Universo Valdano, condotto da Jorge Valdano su Movistar, l’allenatore italiano ha espresso con naturalezza la sua intenzione: "Credo che rinnoverò con il Brasile per altri quattro anni. Ho un nuovo lavoro che mi piace molto".
Carlo Ancelotti non si accontenta di un solo ciclo mondiale. Il commissario tecnico della Brazil national football team ha messo nel mirino un traguardo ambizioso: prolungare la propria avventura alla guida della Seleção fino al Mondiale del 2030.
Nazionali, Ancelotti rilancia: "Voglio restare con il Brasile fino al 2030"
In un’intervista al programma Universo Valdano, condotto da Jorge Valdano su Movistar, l’allenatore italiano ha espresso con naturalezza la sua intenzione: "Credo che rinnoverò con il Brasile per altri quattro anni. Ho un nuovo lavoro che mi piace molto".
Parole che non suonano come un’ipotesi vaga, ma come una direzione chiara.
Un progetto che guarda lontano
L’attuale contratto di Ancelotti con la federazione brasiliana è valido fino al termine del Mondiale 2026. Ma l’idea di fermarsi lì non sembra convincerlo. Il tecnico emiliano, abituato a costruire cicli solidi nei club, sembra voler replicare la stessa filosofia anche in ambito internazionale.
Guidare il Brasile non è un incarico qualsiasi. È un ruolo che comporta pressione costante, aspettative altissime e una tradizione che non ammette compromessi. Eppure, a quasi un anno dall’inizio della sua esperienza, Ancelotti appare perfettamente a suo agio.
I primi mesi alla guida della Seleção
Arrivato nel maggio 2025, l’allenatore italiano ha affrontato subito le qualificazioni mondiali, raccogliendo risultati alterni ma mantenendo la squadra in linea con gli obiettivi. Il bilancio delle prime otto gare parla di quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte.
Numeri che, più che raccontare una rivoluzione, descrivono una fase di assestamento. Ancelotti ha portato metodo, equilibrio e una gestione più europea del gruppo, cercando di fondere disciplina tattica e talento individuale.
Mondiale 2026 e poi 2030
Il primo banco di prova sarà il Mondiale 2026, con il Brasile inserito nel Gruppo C insieme a Marocco, Haiti e Scozia. Una competizione che rappresenta già un obiettivo enorme, ma che potrebbe essere soltanto il primo capitolo di un percorso più lungo.
Rinnovare fino al 2030 significherebbe attraversare due cicli completi, accompagnando una generazione verso la maturità e magari costruendone un’altra. È una visione che richiede programmazione e stabilità, elementi che raramente coincidono con la panchina verdeoro.
La sfida personale di Ancelotti
Per Ancelotti, questa avventura ha anche un valore simbolico. Dopo una carriera costellata di successi nei club più prestigiosi d’Europa, la nazionale brasiliana rappresenta una nuova frontiera, un banco di prova diverso, dove il tempo di lavoro è limitato e la pressione mediatica è costante.
"Ho un nuovo lavoro che mi piace molto", ha detto con semplicità. Dietro quella frase c’è l’entusiasmo di chi non considera il Brasile un capitolo finale, ma un progetto vivo.
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