Napoli, Valentina De Laurentiis: "Io e papà assieme siamo considerati i due pazzi. Il pilastro è lui"
Attraverso una lunga intervista alla rosea, Valentina, secondogenita di Jacqueline e Aurelio De Laurentiis, ha raccontato la sua visione del brand Napoli da qui al medio-lungo futuro, non nascondendo la voglia e l'obiettivo di estendersi oltre ogni confine...
Alla Gazzetta: "La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Io presidente? Sarebbe un onore"
Napoli, Valentina De Laurentiis: "Io e papà assieme siamo considerati i due pazzi. Il pilastro è lui"
Valentina De Laurentiis intervistata dalla Gazzetta dello Sport a firma Antonio Giordano. Attraverso una lunga intervista alla rosea, Valentina, secondogenita di Jacqueline e Aurelio De Laurentiis, ha raccontato la sua visione del brand Napoli da qui al medio-lungo futuro, non nascondendo la voglia e l'obiettivo di estendersi oltre ogni confine...
La chiama suo padre dal piano superiore…
«E mi dice: ti devo parlare. Ero appena laureata in psicologia, neo-mamma di Auro, che si univa a John, quindi due figli da seguire. E papà mi fa: ho appena chiuso con Robe di Kappa e ho bisogno di te. Auto-produciamoci le maglie. A chiunque, del club, sembrò una scelta assurda ma io e lui assieme veniamo considerati amabilmente i due pazzi. E ci siamo avventurati in questo universo».
«Io sono la “selvaggia” di casa, anticonformista che potrebbe uscire anche in ciabatte»
«Siamo un gruppo di dieci persone, non conosciamo orari e neanche la pigrizia mentale. Napoli è identità storico-culturale, un patrimonio umanitario in cui esiste il calcio come sovrastruttura trasversale che ha pochi paragoni. Dire che sia un’emozione può sembrare retorica e invece costituisce la sintesi della verità. La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo per questa città straordinariamente bella e ricca di energia, di talenti».
Scelga una frase che le si addica.
«Io non ho paura. E potrei aggiungere: io ho istinto. Ho trovato tardi la mia identità ma ci sono riuscita».
Potremmo chiamarla presidente, un giorno?
«Se mai dovesse succedere, sarebbe un onore che richiederebbe impegno. Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis, che sogna uno stadio nuovo e sempre azzurro, come lo è ormai da anni e anni. I successi producono simpatia, aiutano a non essere “incazzati” come può capitare quotidianamente, e noi vogliamo regalare gioia. La storia racconta con i due scudetti e l’esemplare conduzione finanziaria di cosa sia stato capace Adl».
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