Napoli, McTominay torna protagonista: "Stare fuori è la cosa peggiore". Il Napoli ritrova il suo equilibrio
Intervistato da BBC Alba, il centrocampista ha raccontato il percorso di recupero e le sensazioni provate durante l’assenza, offrendo uno spaccato personale che va oltre l’aspetto tecnico.
Il ritorno in campo di Scott McTominay restituisce al SSC Napoli non solo un centrocampista di sostanza, ma anche una figura capace di incidere nei momenti chiave.
Napoli, McTominay torna protagonista: "Stare fuori è la cosa peggiore". Il Napoli ritrova il suo equilibrio
Il gol decisivo contro il Cagliari Calcio ha segnato la fine di un periodo complicato, caratterizzato da un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo e dalle dinamiche della squadra.
Intervistato da BBC Alba, il centrocampista ha raccontato il percorso di recupero e le sensazioni provate durante l’assenza, offrendo uno spaccato personale che va oltre l’aspetto tecnico.
Il recupero dopo l’infortunio
Lo stop era arrivato per un problema al tendine del bicipite femorale, una situazione che ha richiesto pazienza e lavoro mirato. McTominay ha sottolineato quanto sia stato importante il percorso svolto lontano dai riflettori.
"Ho avuto un problema che necessitava di cure specifiche. Ho lavorato molto in palestra per tornare al livello più alto e poter giocare con continuità", ha spiegato il centrocampista, evidenziando la determinazione che ha accompagnato il suo rientro.
Dietro il recupero c’è stata una fase intensa di preparazione fisica e mentale, fondamentale per ritrovare ritmo e sicurezza. Un passaggio obbligato che, come spesso accade, rafforza la consapevolezza del valore del campo.
Il gol che cambia la partita
Il ritorno è stato immediatamente concreto. Contro il Cagliari, in una gara chiusa e tatticamente complessa, McTominay ha trovato la giocata decisiva. Un segnale importante per il Napoli, che ha ritrovato equilibrio e soluzioni negli inserimenti da centrocampo.
"Qualche volta devi spingere ancora di più. Era difficile perché ci lasciavano pochi spazi", ha raccontato, soffermandosi anche sull’importanza del rientro di Kevin De Bruyne, definito "una enorme aggiunta" per la qualità e la capacità di aprire varchi nelle difese avversarie.
Il lavoro sugli automatismi, ha aggiunto, ha fatto la differenza: "Ci siamo allenati tanto sulle posizioni da occupare e crediamo molto in quello che facciamo". Un concetto che riflette l’identità collettiva costruita nelle ultime settimane.
Verso la sfida con il Milan
All’orizzonte c’è ora il confronto con l’AC Milan, uno degli appuntamenti più attesi dopo la pausa per le Nazionali. McTominay non nasconde l’importanza della gara, ma mantiene un approccio prudente.
"Queste sono le partite che ogni giocatore vuole giocare. Non si può prevedere il futuro, dobbiamo guardare una partita alla volta", ha dichiarato, ribadendo una filosofia orientata alla continuità più che alle proiezioni a lungo termine.
Il peso dell’assenza
Il passaggio più personale dell’intervista riguarda proprio il periodo lontano dal campo. McTominay ha espresso con chiarezza il disagio vissuto durante l’infortunio.
"Non sopporto guardare le partite. Nessun calciatore vuole infortunarsi: è la cosa peggiore al mondo", ha confessato. Parole che restituiscono il lato emotivo di uno stop forzato, spesso sottovalutato rispetto alle implicazioni fisiche.
Il ritorno in Nazionale
Oltre agli impegni con il Napoli, McTominay guarda con entusiasmo al rientro con la sua Nazionale. L’assenza prolungata lo ha tenuto lontano dai compagni e dall’ambiente abituale.
"Non vedo molti dei ragazzi da novembre e non torno a casa da allora. Non vedo l’ora di rivedere amici e famiglia. Prepararci per una grande estate è qualcosa che attendiamo tutti", ha concluso.
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