Il calcio vissuto a Napoli non è solo competizione, ma un’esperienza totale. A raccontarlo è Scott McTominay, che in un’intervista alla BBC ha aperto uno spaccato autentico sulla sua stagione in azzurro, tra successi, sacrifici e una nuova dimensione mentale.
Napoli, McTominay racconta Conte e la città: “Qui spingi corpo e mente oltre ogni limite”
Al centro del racconto c’è il rapporto con Antonio Conte, figura chiave nel percorso del centrocampista.
“Ti porta al limite del corpo e della mente”, spiega McTominay. Non si tratta solo di preparazione fisica, ma di un approccio diverso al calcio, più profondo e totalizzante.
"Non capisci davvero quanto puoi migliorare finché non arrivi al massimo delle tue possibilità", racconta. Un metodo che richiede dedizione assoluta, ma che – secondo il giocatore – è anche il segreto dei risultati ottenuti.
A Napoli, questa filosofia si traduce in uno stile di vita preciso: “Qui lavoro e vita sono completamente dedicati al calcio”. Un concetto che sintetizza l’intensità dell’ambiente e la richiesta costante di concentrazione.
Lo Scudetto vissuto senza ossessione
Ripensando alla vittoria del campionato con il SSC Napoli, McTominay offre una chiave di lettura controcorrente.
“Non ci pensavamo troppo finché non lo abbiamo vinto davvero”. Nessuna pressione eccessiva, ma un percorso costruito partita dopo partita, senza perdere il focus sul presente.
Quando poi il traguardo è stato raggiunto, la celebrazione è diventata totale: “Abbiamo festeggiato per giorni con tifosi, amici e famiglie. È stato qualcosa di speciale”.
Un ricordo che resta, ma che non diventa un punto di arrivo: “Vogliamo rifarlo”.
Mentalità e futuro: “Mai accontentarsi”
Se c’è un concetto che ritorna più volte nelle parole del centrocampista è quello della continuità. Nel calcio, tutto cambia rapidamente, e fermarsi a guardare indietro può essere un errore.
“Non voglio mai adagiarmi sugli allori”, sottolinea. Anche il riconoscimento come miglior giocatore della stagione viene vissuto con equilibrio: motivo di orgoglio, certo, ma senza distrazioni.
L’obiettivo resta sempre il prossimo: la prossima partita, il prossimo trofeo, la prossima sfida.
Il gruppo come forza
McTominay insiste su un punto caro anche a Conte: il valore del collettivo.
La vittoria della Supercoppa contro il AC Milan, nonostante le assenze, è l’esempio perfetto: “Non importa chi gioca, conta il gruppo”.
Una visione che rafforza l’identità della squadra e alimenta la competitività interna.
Napoli fuori dal campo: tra cucina e quotidianità
Non solo calcio. Nell’intervista emerge anche un lato più leggero della vita a Napoli, condivisa con il compagno di squadra Billy Gilmour.
Tra esperimenti culinari e tentativi ai fornelli, McTominay racconta con ironia un risotto “rovinato da troppo sale”, ammettendo con autoironia: “Il calcio è più facile della cucina”.
Un passaggio che umanizza il racconto e restituisce la quotidianità di due calciatori immersi in una realtà nuova.
Nazionale e ambizioni globali
Lo sguardo si allarga poi alla Scozia, con l’obiettivo di cambiare mentalità in vista del Mondiale.
“Dobbiamo credere di poter competere con chiunque”. L’idea è superare i limiti storici e costruire un gruppo capace di lasciare il segno.
Oltre il campo, una trasformazione personale
Le parole di McTominay raccontano molto più di una stagione vincente. Parlano di crescita, di disciplina, di un approccio al calcio che diventa stile di vita.
A Napoli, sotto la guida di Conte, il centrocampista scozzese ha trovato una nuova dimensione. Più esigente, più intensa, ma anche più consapevole.
E forse è proprio qui la chiave: non solo diventare un giocatore migliore, ma capire fino a dove si può arrivare quando corpo e mente viaggiano nella stessa direzione.
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.