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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Napoli, McTominay innamorato dei pomodori (e di Napoli): "In Inghilterra sono acqua rossa"

Pomodori come spuntino, lezioni d’italiano due volte a settimana e un’ammirazione totale per la complessità della Serie A.

Napoli, McTominay innamorato dei pomodori (e di Napoli): "In Inghilterra sono acqua rossa"
NAPLES, ITALY - OCTOBER 04: Scott McTominay of SSC Napoli during the Serie A match between Napoli and Como at Stadio Diego Armando Maradona on October 04, 2024 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Il centrocampista scozzese racconta il suo nuovo amore per l’Italia: "A Napoli devi essere legato alla città e alla cultura, non basta solo giocare bene"

Napoli, McTominay innamorato dei pomodori (e di Napoli): "In Inghilterra sono acqua rossa"

Pomodori come spuntino, lezioni d’italiano due volte a settimana e un’ammirazione totale per la complessità della Serie A. Scott McTominay, centrocampista del Napoli e bandiera mancata del Manchester United, si è raccontato in una lunga intervista a The Athletic firmata da Rory Smith, svelando il dietro le quinte del suo approdo in azzurro e le sorprese (culinarie e calcistiche) del suo nuovo mondo. «In Inghilterra i pomodori sono acqua rossa. Qui hanno un sapore vero. Li mangio anche come spuntino», ha raccontato con entusiasmo. Una frase che è già diventata virale tra i tifosi partenopei, che vedono in McTominay non solo un giocatore di sostanza, ma un uomo che sta imparando ad amare Napoli come un locale. Manchester, il rimpianto: «Non ero nel mio ruolo» Ripercorrendo la sua carriera allo United, McTominay ha raccontato di come spesso sia stato schierato in ruoli non propriamente congeniali: «Entravo in campo da mediano o difensore centrale, ma il mio istinto è offensivo. Il mio punto di forza è buttarmi in area, segnare, creare pericoli. Ma quando hai 20 anni allo United e davanti hai Pogba, non puoi bussare alla porta del mister e chiedere di essere titolare... devi aspettare, imparare». Eppure, nonostante le difficoltà, è riuscito a totalizzare oltre 250 presenze, vincendo Carabao Cup e FA Cup. Ma resta un retrogusto amaro: «Avrei voluto vincere di più. Ogni estate arrivava qualcuno nel mio ruolo. Ma io ero sempre lì, pronto a dimostrare il mio valore». Italia, sfida più dura di quanto si pensi Sul suo arrivo a Napoli, McTominay ha confessato che le sfide in Serie A non sono affatto inferiori rispetto a quelle della Premier League: «Fisicamente e tatticamente ho affrontato partite in Italia più difficili rispetto a tante in Inghilterra. Chi dice che Serie A o Liga non siano all’altezza, sbaglia di grosso». Un adattamento che passa anche per la lingua: McTominay sta studiando italiano con due lezioni a settimana, spinto non solo dal desiderio di integrarsi, ma da un rispetto profondo per la città: «A Napoli non basta giocare bene. Devi dimostrare di essere legato alla città e alla cultura. È una città incredibile. Voglio che i tifosi vedano che sto abbracciando tutto questo». McTominay e Napoli: una storia che profuma di futuro Sul campo, McTominay si è già guadagnato l’affetto dei tifosi con le sue prestazioni grintose e il suo dinamismo. Fuori, invece, sta costruendo una narrazione nuova, lontana dai riflettori di Old Trafford, fatta di passione autentica per l’Italia. E se il buongiorno si vede da quanto ci si lega a una città, allora il futuro a Napoli promette bene.
Andrea Fiorentino · Redattore