Napoli, l'ex fisioterapista D'Avino: "Infortuni muscolari? Ci sono sempre stati. Su Buongiorno..."
L’ex fisioterapista del Napoli, Giovanni D’Avino, è intervenuto ai microfoni della trasmissione "Bordocampo – II Tempo", in onda su Radio Capri, per analizzare la situazione infortunati in casa azzurra.
L’ex fisioterapista del Napoli, Giovanni D’Avino, è intervenuto ai microfoni della trasmissione "Bordocampo – II Tempo", in onda su Radio Capri, per analizzare la situazione infortunati in casa azzurra.
Napoli, l'ex fisioterapista D'Avino: "Infortuni muscolari? Ci sono sempre stati. Su Buongiorno..."
Un tema tornato d’attualità, con la squadra di Antonio Conte impegnata nella volata Scudetto e costretta a fare i conti con le assenze di Neres, Buongiorno e altri elementi chiave.
“Gli infortuni muscolari ci sono sempre stati”
D’Avino ha voluto chiarire il contesto in cui nascono gli infortuni muscolari, smontando ogni semplificazione:
“Gli infortuni muscolari ci sono sempre stati. Non possiamo additare una causa sola, sono sempre il frutto di una serie di concause: sovraccarico, cambio di allenamento, cambio di orari, muscoli affaticati… Non si può sempre puntare il dito sul campo o su presunte colpe.”
Il fisioterapista ha così invitato a evitare generalizzazioni o giudizi affrettati, ribadendo che il lavoro medico e atletico si basa su analisi complesse e mai univoche.
Caso Buongiorno: “Adduttore zona delicata, meglio non rischiare”
Un passaggio importante è stato dedicato anche alla situazione fisica di Alessandro Buongiorno, ancora fermo ai box per una tendinopatia all’adduttore. D’Avino ha spiegato:
“I tendini sono strutture delicate: collegano il muscolo all’osso e vengono sempre sollecitati nei movimenti, specie quelli dell’adduttore, coinvolto sia nei laterali sia nel calciare. La guarigione richiede tempo, non bisogna forzare. Se il giocatore sente ancora fastidio è giusto non rischiare, perché l'alternativa è perderlo per ancora più tempo.”
Con lo Scudetto in palio e appena cinque gare da giocare, la gestione dei recuperi diventa decisiva.
“Adesso servono solo giocatori al massimo della forma. Lo sprint finale non consente leggerezze.”
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