Napoli, l’allarme infortuni e l’addio allo staff di Conte: l’ex collaboratore rompe il silenzio tra dati, metodo e dubbi sul futuro dei big
"Sono un personal trainer specializzato in allenamenti di forza funzionale e, allo stesso tempo, un educatore alimentare per sportivi. Fornivo a Conte parametri oggettivi sulla condizione dei calciatori".
Il tema degli infortuni continua a tenere banco in casa Napoli. Muscoli affaticati, ricadute, assenze pesanti che hanno inciso sul rendimento della squadra e ridotto le rotazioni a disposizione di Antonio Conte.
Napoli, l’allarme infortuni e l’addio allo staff di Conte: l’ex collaboratore rompe il silenzio tra dati, metodo e dubbi sul futuro dei big
Non solo sfortuna, secondo chi ha vissuto da vicino il lavoro quotidiano del tecnico salentino. A offrire una chiave di lettura tecnica e strutturata è Tiberio Ancora, ex collaboratore di Conte e membro dello staff azzurro fino alla scorsa estate.
Personal trainer di alto profilo, con quasi vent’anni di esperienza al fianco dell’allenatore leccese, Ancora ha seguito Conte in gran parte della sua carriera e ha fatto parte del Napoli del quarto scudetto. Il suo addio, avvenuto ad agosto per esigenze personali, ha preceduto di poco una lunga serie di stop fisici che ancora oggi condizionano la stagione.
Il ruolo nello staff di Conte e il metodo di lavoro
Ancora chiarisce innanzitutto la natura del suo incarico:
"Sono un personal trainer specializzato in allenamenti di forza funzionale e, allo stesso tempo, un educatore alimentare per sportivi. Fornivo a Conte parametri oggettivi sulla condizione dei calciatori".
Il lavoro si basava su strumenti tecnologici avanzati: pedane laser sensoriali e sistemi di analisi in grado di misurare ossigenazione, forza, stabilità, coordinazione, composizione corporea e livello di idratazione. Dati che, incrociati tra loro, permettevano di stabilire con precisione quanti minuti un atleta potesse reggere in partita senza rischi.
La situazione prima dell’addio e il caso Lukaku
Secondo Ancora, valutare la condizione dei giocatori in piena estate è sempre complesso:
"Dopo due o tre settimane di vacanza è normale essere fuori forma. Serve tempo per carburare, ed è il senso stesso dei ritiri estivi".
Il primo campanello d’allarme, però, sarebbe arrivato subito dopo il suo addio, con l’infortunio di Romelu Lukaku:
"Pochi giorni dopo la mia uscita si è fatto male Lukaku. Parliamo di un atleta di 110 chili che non era ancora al top. Avevo suggerito di gestirlo con cautela. A 32 anni, con quel fisico, non può permettersi carichi non programmati".
Tanti infortuni, ma non per il calendario
Alla domanda se la partecipazione a più competizioni rispetto alla scorsa stagione abbia inciso sull’aumento degli stop, Ancora è netto:
"Ne dubito. La maggior parte degli infortuni è arrivata nella primissima parte del campionato, quando gli impegni non erano ancora così ravvicinati".
Quando faceva parte dello staff, Conte riceveva settimanalmente un report completo sullo stato fisico della rosa. E i numeri, secondo Ancora, parlavano chiaro:
"Lo scorso anno il Napoli è stato il terzo club di Serie A con il minor numero di infortuni".
Allenarsi con Conte: forza sì, ma con metodo
Il lavoro sulla forza è uno dei marchi di fabbrica di Conte, spesso considerato un fattore di rischio. Ancora respinge questa lettura:
"Dipende tutto da come si lavora. La forza è fondamentale, ma solo se gli esercizi vengono eseguiti correttamente. Senza tecnica, la forza non serve e aumenta il rischio di farsi male".
Strutture e recupero: il Napoli è all’altezza
Sul fronte delle infrastrutture e del recupero fisico, il giudizio è positivo:
"I medici del Napoli sono preparatissimi e ai calciatori non manca nulla: vasche ghiacciate, massaggi, supporti di ogni tipo. Il fatto che non si dorma nel centro sportivo non può spiegare un numero così elevato di infortuni".
Lukaku e De Bruyne: prospettive diverse, ma poche certezze
Il capitolo più delicato riguarda i giocatori più esperti, in particolare Lukaku e De Bruyne. Ancora non nasconde il proprio scetticismo:
"Romelu ha bisogno di diverse settimane per tornare a pieno regime, soprattutto dopo uno stop lungo. Il suo fisico richiede una gestione molto attenta".
Ancora più pessimista il giudizio su De Bruyne:
"Dubito che lo rivedremo in campionato. In estate era arrivato fuori forma, poi ha recuperato da campione. Ma a 34 anni, ritrovare il ritmo mentre gli altri corrono il doppio non è semplice".
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