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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Napoli, De Laurentiis spinge per Malagò e la rivoluzione del sistema: “Così il calcio italiano tornerebbe competitivo”

L’imprenditore e presidente del Napoli interviene ai microfoni di Radio CRC e individua nella figura di Giovanni Malagò il possibile punto di ripartenza per un movimento che, secondo la sua visione, da anni procede senza una vera strategia.

Napoli, De Laurentiis spinge per Malagò e la rivoluzione del sistema: “Così il calcio italiano tornerebbe competitivo”
Aurelio De Laurentiis torna a parlare e lo fa con toni diretti, rilanciando una proposta di cambiamento radicale per il calcio italiano. L’imprenditore e presidente del Napoli interviene ai microfoni di Radio CRC e individua nella figura di Giovanni Malagò il possibile punto di ripartenza per un movimento che, secondo la sua visione, da anni procede senza una vera strategia.

Napoli, De Laurentiis spinge per Malagò e la rivoluzione del sistema: “Così il calcio italiano tornerebbe competitivo”

Il numero uno azzurro parte da una riflessione più ampia, legata alla crisi della Nazionale e alle criticità strutturali del sistema. "Il mio sentimento è chiaro da dieci anni", spiega, richiamando anche un’espressione napoletana che sintetizza la sua posizione: "A pazziella mmano ‘e criature". Un modo per evidenziare, secondo De Laurentiis, la gestione poco lungimirante del calendario e delle competizioni, che finirebbe per penalizzare i calciatori e, di conseguenza, la competitività internazionale. Nel mirino del presidente del Napoli c’è innanzitutto il formato della Serie A. L’idea è ridurre il campionato a sedici squadre per alleggerire il calendario e permettere una migliore gestione atletica. "Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori", sottolinea, proponendo anche una revisione delle competizioni collaterali. La riduzione delle partite, nelle sue intenzioni, servirebbe a garantire più tempo di lavoro per la Nazionale e maggiore qualità complessiva. De Laurentiis critica poi quello che definisce immobilismo del sistema. "Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano". Una fotografia severa, accompagnata dall’invito a un reset complessivo. Secondo il presidente, il momento attuale non deve essere interpretato come una crisi irreversibile, ma come un’opportunità per ricostruire su basi nuove. Un altro punto centrale riguarda il rapporto tra club e Nazionali. De Laurentiis chiede meccanismi più chiari di tutela per le società che mettono a disposizione i propri giocatori. "I miei calciatori sono un patrimonio da noi pagato", ribadisce, sostenendo la necessità di rimborsi economici adeguati e coperture assicurative complete in caso di infortuni durante gli impegni internazionali. Una posizione che riflette le preoccupazioni di molti club europei e che si inserisce nel dibattito sulla sostenibilità economica del calcio moderno. Nel suo intervento emerge anche il sostegno esplicito a Giovanni Malagò. De Laurentiis ne elogia il percorso e la capacità gestionale, indicando nella sua eventuale guida una possibile accelerazione del processo di rilancio. "È uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale", afferma, convinto che una leadership diversa possa favorire un cambio di mentalità. "Se prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo la china", aggiunge, ipotizzando risultati concreti già nel giro di due anni. Il presidente azzurro amplia poi la riflessione al peso sociale del calcio, ricordando come milioni di tifosi rappresentino una componente rilevante anche dal punto di vista culturale ed economico. L’invito è quello di affrontare la riforma senza timori, mettendo al centro sostenibilità, competitività e valorizzazione dei talenti. In chiusura, De Laurentiis torna anche su un progetto simbolico legato alla dimensione internazionale del Napoli: la presentazione a Hollywood del film dedicato al quarto scudetto, sottotitolato in inglese e pensato per promuovere il club e la città nel mondo. Un’iniziativa che, nelle sue parole, rappresenta un altro tassello della strategia di espansione globale. Il messaggio complessivo è netto: meno partite, più qualità, maggiore tutela economica dei club e una nuova guida per il sistema. Per De Laurentiis, il rilancio del calcio italiano passa da decisioni coraggiose e da una visione rinnovata, capace di rompere con il passato e riportare il movimento ai vertici internazionali.
Andrea Fiorentino · Redattore