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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Napoli, De Laurentiis scuote il calcio: “Conte non si tocca. La Nazionale? O subito o mai”

Non manca una stoccata al sistema degli agenti, definiti senza giri di parole “vampiri”, e un riferimento al caso Khvicha Kvaratskhelia, la cui gestione ha creato tensioni interne dopo il rifiuto di una maxi offerta.

Napoli, De Laurentiis scuote il calcio: “Conte non si tocca. La Nazionale? O subito o mai”
NAPLES, ITALY - MAY 23: Giovanni Di Lorenzo of Napoli, Antonio Conte, head coach of Napoli and Aurelio De Laurentiis, President of Napoli, following the Serie A match between Napoli and Cagliari at Stadio Diego Armando Maradona on May 23, 2025 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Nel salotto hollywoodiano di Aurelio De Laurentiis, il calcio diventa racconto, provocazione e visione. L’intervista rilasciata al New York Times non è soltanto una dichiarazione d’intenti, ma un vero manifesto che attraversa presente e futuro del SSC Napoli, fino ad arrivare alla questione più calda: il destino di Antonio Conte.

Napoli, De Laurentiis scuote il calcio: “Conte non si tocca. La Nazionale? O subito o mai”

Il presidente azzurro non usa mezze misure. Il messaggio è diretto, quasi teatrale: Conte rappresenta un pilastro del progetto Napoli e non esiste spazio per soluzioni intermedie. “O decide subito, oppure resta”, è il senso di una posizione che non lascia margini a interpretazioni. Conte e il Napoli: un legame che va oltre il contratto De Laurentiis tratteggia Conte con un’immagine sonora, ripetuta quasi come un mantra: “Baa baa baa…”. Un modo originale per descrivere la sua intensità, la sua ossessione per il lavoro e il controllo. “È un allenatore che sa guidare, che tiene il gruppo con mano ferma”, spiega, sottolineando come la disciplina sia la chiave per gestire calciatori sempre più giovani e immersi in una realtà fatta di lusso e pressione. Nel racconto del presidente, Conte non è soltanto un tecnico, ma il costruttore di un progetto ambizioso. “Ha dato forma a questa squadra, l’ha resa competitiva. Lasciarla adesso significherebbe distruggere ciò che ha creato”. Da qui nasce il punto centrale della questione: l’eventuale chiamata della Nazionale di calcio dell'Italia. De Laurentiis non chiude del tutto la porta, ma pone una condizione chiara: “Se vuole andare, lo dica subito. Ho bisogno di tempo per organizzare il futuro. Ma non esiste che lasci il Napoli all’ultimo momento”. Il nodo FIGC e i tempi della decisione A complicare ulteriormente il quadro c’è la situazione istituzionale della FIGC. Senza una guida definitiva, ogni discorso sulla panchina azzurra resta sospeso. “Prima serve un presidente federale, poi si potrà parlare di allenatori”, chiarisce De Laurentiis. Un passaggio che sposta inevitabilmente in avanti ogni decisione e che rafforza la sua richiesta: chiarezza immediata da parte di Conte. Il concetto è semplice, ma incisivo: “Non puoi costruire qualcosa per due anni e poi abbandonarlo all’improvviso. Non è da professionisti”. Tra contraddizioni e visione: il calcio secondo De Laurentiis L’intervista si muove tra riflessioni tecniche e provocazioni. Da un lato, l’elogio della fase difensiva: “Se difendi bene, vinci”. Dall’altro, la necessità di rendere il calcio più spettacolare: “Servono più gol, altrimenti i giovani si annoiano”. Una contraddizione solo apparente, che riflette una visione più ampia. Il presidente del Napoli insiste sulla necessità di riformare il gioco per adattarlo alle nuove generazioni: “Le partite sono troppo lunghe. I ragazzi non hanno più la pazienza di una volta”. Da qui le proposte, destinate a far discutere: tempi ridotti e gioco effettivo modifiche radicali al fuorigioco sanzioni temporanee al posto dei cartellini meno interruzioni e maggiore ritmo “Se non cambiamo, perderemo il pubblico del futuro”, avverte. Un’idea di calcio globale e selettiva Lo sguardo di De Laurentiis va oltre il Napoli. Tocca la Serie A, le competizioni internazionali e persino il modello economico del calcio. La sua idea è chiara: meno squadre, più qualità. “Non ha senso avere club con pochi tifosi in un sistema che vive di diritti televisivi”, sostiene, rilanciando anche il progetto di una competizione paneuropea tra le grandi del continente. Nel suo calcio ideale, spazio solo a realtà con una forte base di sostenitori e un impatto globale. Una visione che divide, ma che riflette perfettamente il suo approccio imprenditoriale. Il rapporto con i tifosi e il realismo sul mercato De Laurentiis si sofferma anche sul legame con i tifosi, definendoli senza esitazioni “clienti”. Un termine che può sembrare freddo, ma che racchiude una logica precisa: responsabilità gestionale e sostenibilità economica. “I tifosi vogliono vincere, ma non possiamo rischiare il fallimento”, afferma, ribadendo la sua linea prudente. Non manca una stoccata al sistema degli agenti, definiti senza giri di parole “vampiri”, e un riferimento al caso Khvicha Kvaratskhelia, la cui gestione ha creato tensioni interne dopo il rifiuto di una maxi offerta. Una linea netta: il futuro passa dalle scelte immediate In tutto questo, il punto fermo resta uno: Conte. Il tecnico è al centro di un equilibrio delicato tra ambizione personale e responsabilità verso il progetto Napoli. “Se vuole la Nazionale, lo dica adesso”, è il messaggio che filtra con maggiore forza.
Andrea Fiorentino · Redattore