Napoli, Conte scuote il Maradona: "Vogliamo andare avanti. Qui serve la spinta dei tifosi". E risponde a Spalletti
Il Napoli è arrivato al punto di non ritorno. Dopo la sconfitta contro la Juventus, gli azzurri sono chiamati a reagire immediatamente nella notte più delicata della stagione: la sfida contro il Chelsea, decisiva per il futuro europeo del club.
Il Napoli è arrivato al punto di non ritorno. Dopo la sconfitta contro la Juventus, gli azzurri sono chiamati a reagire immediatamente nella notte più delicata della stagione: la sfida contro il Chelsea, decisiva per il futuro europeo del club.
Napoli, Conte scuote il Maradona: "Vogliamo andare avanti. Qui serve la spinta dei tifosi". E risponde a Spalletti
Una gara da dentro o fuori, che arriva nel momento di massima emergenza per la squadra di Antonio Conte, alle prese con una rosa ridotta all’osso e con diversi giocatori in condizioni precarie. Anche Milinkovic-Savic resta in forte dubbio per i novanta minuti che possono indirizzare l’intera annata.
Alla vigilia, Conte sceglie la strada della lucidità e dell’orgoglio, alternando realismo e determinazione. Il messaggio è chiaro: il Napoli non vuole uscire dalla Champions League senza combattere.
Conte: "Nessuno qui pensa di uscire dalla Champions"
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l’allenatore azzurro ha inquadrato con precisione il momento della squadra:
"Noi dobbiamo guardare le cose in modo ottimistico, cercando sempre la parte migliore. Nessuno di noi pensa di uscire dalla Champions. È vero però che arriviamo da sette partite e ci giochiamo tutto all’ultima, con la possibilità concreta di andare avanti".
Una dichiarazione che fotografa perfettamente la situazione del Napoli: consapevole delle difficoltà, ma deciso a non rinunciare alla posta in palio. La Champions rappresenta non solo un obiettivo sportivo, ma anche una vetrina fondamentale per il club.
Il peso della sconfitta con la Juventus e la risposta a Spalletti
In conferenza stampa, il ko contro la Juventus continua a pesare, soprattutto per alcune parole pronunciate da Luciano Spalletti nel post-partita. Conte non le ignora e replica con fermezza:
"Spalletti ha detto che il Napoli è ex campione d’Italia? Dopo le partite preferisco staccarmi, non vado a sentire cosa dicono gli altri allenatori. La sua è stata una frase infelice. Bisogna portare rispetto: noi abbiamo ancora lo Scudetto sulla maglia. Io non l’avrei mai detto".
Poi l’affondo, senza alzare i toni ma con concetti netti:
"Spalletti è un bravissimo allenatore, ma deve stare più attento quando parla. Mancano ancora 16 partite, non ci ha già scucito lo Scudetto di dosso. Serve rispetto".
Rosa corta e difficoltà strutturali: "Oggi siamo da ottavo-decimo posto"
Conte allarga il discorso e offre una lettura più profonda del momento del Napoli:
"Stiamo affrontando tutte queste situazioni con una rosa molto esigua. Se il campionato iniziasse oggi, tutti metterebbero il Napoli tra l’ottavo e il decimo posto, perché la situazione è oggettivamente molto difficile".
Nonostante questo, il tecnico rivendica la voglia di lottare:
"C’è il desiderio di combattere, di sbalordire come fatto in Supercoppa. Ma alla lunga una situazione del genere la paghi, è inevitabile. Vedremo cosa accadrà".
L’appello al pubblico: il Maradona come fattore decisivo
Uno dei passaggi centrali riguarda il ruolo dello stadio. Conte chiama direttamente in causa i tifosi:
"Domani avremo lo stadio pieno. Il pubblico dovrà far sentire cosa significa giocare al Maradona. Noi dovremo dare il massimo per andare oltre l’ostacolo".
La spinta ambientale viene vista come un vero e proprio alleato in una notte che si annuncia carica di tensione ed emozioni.
Il confronto con il Chelsea e il divario economico
Conte respinge l’idea che la differenza sia solo anagrafica, puntando invece sul tema economico:
"Se hai la possibilità di spendere per giocatori di 22 anni 120 o 130 milioni, il discorso cambia. Caicedo e Fernandez sono costati complessivamente 250 milioni, prendere Estevao a 60 milioni siamo tutti bravi. Vorrei farlo anch’io col mio presidente, ma solo certe società possono permetterselo. In Italia non è possibile, nessuno lo fa".
Un’analisi che evidenzia il gap strutturale tra il calcio italiano e quello inglese, sempre più determinante nelle competizioni europee.
Una notte che vale una stagione
Infine, il ritorno al campo e al significato della partita:
"Parliamo di una serata di Champions. Affrontiamo una squadra forte come il Chelsea, sarà una partita bella ed emozionante. Conosco bene quel club, ho avuto il piacere di allenarlo e vincere. Noi ci arriviamo con voglia, determinazione e consapevolezza: sappiamo di giocarci tutto. Domani dovremo dare tutto, uscire a testa alta e poi vedere se riusciremo a centrare i playoff".
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