Napoli-Chelsea, Conte alza il livello: "Dentro o fuori al Maradona, serve una notte perfetta"
Un’analisi che va oltre la singola partita e tocca il sistema calcio nel suo complesso, spiegando anche le difficoltà strutturali delle squadre italiane in Europa.
MILAN, ITALY - SEPTEMBER 28: Antonio Conte in action during the Serie A match between AC Milan and SSC Napoli at Giuseppe Meazza Stadium on September 28, 2025 in Milan, Italy. (Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)
Il Napoli si gioca il futuro europeo in una sola notte. Mercoledì sera allo stadio Diego Armando Maradona arriva il Chelsea per l’ultima e decisiva giornata della fase campionato di Champions League.
Napoli-Chelsea, Conte alza il livello: "Dentro o fuori al Maradona, serve una notte perfetta"
Una sfida senza appello, che obbliga gli azzurri alla vittoria e a guardare con attenzione i risultati degli altri campi per centrare l’accesso ai playoff. A presentare il match, ai microfoni di Sky Sport e poi in conferenza stampa, è stato Antonio Conte, con parole forti, lucide e cariche di significato.
Napoli costretto a vincere: il contesto europeo
La classifica parla chiaro: il Napoli è attualmente 25° con 8 punti in 7 partite, fuori dalle prime 24 che garantiscono l’accesso ai playoff. L’unica strada possibile è vincere contro il Chelsea e sperare in una combinazione favorevole di risultati. Di fronte, però, c’è una squadra inglese che al momento occupa l’ottava posizione ed è virtualmente qualificata direttamente agli ottavi di finale.
Diretta mercoledì alle 21:00. Il match sarà visibile su Prime Video anche tramite Sky Q, Sky Stream e Sky Glass per gli abbonati.
Conte: "Ci giochiamo tutto, voglio una squadra a testa alta"
Conte non cerca alibi e chiarisce subito il peso della partita:
"Sarà una vera serata di Champions. Affrontiamo un grande club come il Chelsea, una società che conosco bene per mentalità, struttura e qualità dei giocatori. Ci giochiamo tutto, lo sappiamo, e dovremo dare tutto per uscire dal campo a testa alta".
Il tecnico sottolinea il valore emotivo e simbolico della sfida, facendo leva anche sull’atmosfera dello stadio:
"Avremo il Maradona pieno, dovrà essere un fattore. Quando giochi partite così, lo stadio può diventare un alleato determinante".
Condizione fisica e scelte di formazione
Alla domanda sulle energie residue dopo un periodo intenso, Conte risponde con pragmatismo:
"Contro i top club si spendono più energie fisiche e mentali. Abbiamo recuperato, lavorato in campo e lo faremo ancora con i video. Non mi aspetto sorprese positive o negative, dovremmo essere gli stessi visti contro la Juventus".
Sulla corsia destra resta aperto il ballottaggio:
"Abbiamo Olivera, Spinazzola e Gutierrez. Uno partirà dall’inizio, un altro entrerà a gara in corso. Con i cambi contati bisogna gestire bene ogni scelta".
Il divario economico tra Italia e Inghilterra secondo Conte
Uno dei passaggi più forti riguarda il confronto tra i due modelli calcistici:
"Se puoi spendere oltre 100 milioni per un giocatore di 22 anni, è tutto più semplice. Il problema è che in Italia nessuno può farlo, mentre in Inghilterra sì. Si parla di investimenti sui giovani, ma chi mette 70 milioni su un sedicenne nel nostro campionato? Sono realtà completamente diverse. Così diventano dominanti".
Un’analisi che va oltre la singola partita e tocca il sistema calcio nel suo complesso, spiegando anche le difficoltà strutturali delle squadre italiane in Europa.
Champions come vetrina e orgoglio
Nonostante la situazione complessa, Conte rivendica ambizione:
"Nessuno qui pensa di uscire dalla Champions. È una competizione prestigiosa, vogliamo restarci. Stiamo affrontando tutto questo con una rosa molto ridotta. Se il campionato iniziasse oggi, molti ci metterebbero tra l’ottavo e il decimo posto. Eppure in Europa abbiamo sbalordito. Alla lunga certe situazioni si pagano, ma vogliamo andare oltre l’ostacolo".
Il caso Spalletti e la questione rispetto
In conferenza stampa emerge anche un tema extra-campo. Conte replica a una frase di Luciano Spalletti, che aveva definito il Napoli "ex campione d’Italia":
"È stata una frase infelice. Abbiamo ancora lo scudetto sul petto e va portato rispetto. Io non l’avrei mai detto. Spalletti è un grande allenatore, ma forse deve stare più attento quando parla. Mancano ancora 16 partite, lo scudetto non ce l’ha tolto nessuno".
Infortuni, mercato e attacco: le altre risposte di Conte
Il tecnico azzurro non nasconde le difficoltà legate agli infortuni:
"Al peggio non c’è mai fine, ma bisogna restare ottimisti ed essere pronti anche al peggio. Ai ragazzi non posso rimproverare nulla".
Sul mercato e sulle soluzioni offensive:
"Ci serve creatività, qualcuno che salti l’uomo. Spero che Lukaku possa recuperare al 100%, perché ora non riesce a esprimere tutta la sua forza. Giovane può darci una mano sia da trequartista che da seconda punta, ma servono i giocatori. Speriamo che qualcuno possa uscire dall’infermeria".
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