Monza, Petagna ritrova gol e sorriso: "Rivoglio la Serie A, sono stato male. Sul Napoli..."
L’attaccante ex Napoli ripercorre un anno e mezzo segnato da difficoltà profonde: la malattia di suo figlio, la separazione dalla compagna, la solitudine e la depressione che hanno oscurato la sua vita, anche dentro il campo.
Andrea Petagna ha scelto di aprirsi senza filtri, raccontando un percorso di rinascita personale e professionale che pochi conoscono davvero. L’attaccante del AC Monza ripercorre un anno e mezzo segnato da difficoltà profonde: la malattia di suo figlio, la separazione dalla compagna, la solitudine e la depressione che hanno oscurato la sua vita, anche dentro il campo.
Monza, Petagna ritrova gol e sorriso: "Rivoglio la Serie A, sono stato male. Sul Napoli..."
"Non giocavo, stavo male, uno psicologo mi ha aiutato. Oggi sono forte e felice", racconta, sottolineando come il gol realizzato contro la SS Juve Stabia sia stato un punto di svolta: "È stato un segno del destino: per la prima volta ho potuto dormire con mio figlio e due giorni dopo ho segnato".
La difficoltà e la solitudine
Petagna descrive la fase più nera della sua carriera: mesi trascorsi da solo a casa dopo una polmonite, lontano dal figlio, senza il sostegno di amici che nel tempo si erano allontanati. "Nessuno mi è stato vicino. A Milano ho un solo amico, tutti gli altri sono spariti", confessa.
Il passo decisivo è stato rivolgersi a uno psicologo: "Mi è servito per ritrovare equilibrio. Oggi sono un uomo maturo e felice. Sono cresciuto tanto e devo dire grazie a me stesso".
La rinascita grazie al Monza e allo staff
La svolta è arrivata anche grazie all’ambiente Monza: la nuova proprietà, l’allenatore Bianco e il professor Tognaccini hanno lavorato per riportare in campo il vero Petagna. "Dal primo giorno di ritiro lo staff ha cominciato a dire che ero quello che serviva. Volevo riscattarmi e mi sono allenato più di tutti".
Un supporto fondamentale è arrivato anche dal direttore sportivo Burdisso: "Quando mi sono fermato dieci giorni, mi ha mandato un messaggio bellissimo. Sono tornato ancora più carico".
Il sogno del 50° gol in Serie A
Nonostante una stagione passata senza segnare, Petagna non ha perso la voglia di ambire ai traguardi personali: "Ho fatto 49 gol in A, il 50° lo prenoto per l’anno prossimo". La motivazione oggi è più forte: il ritorno in campo, la vicinanza del figlio e la consapevolezza dei propri mezzi hanno ridato energia e fiducia.
Il passato e le scelte da rivedere
Parlando della carriera, Petagna riflette su decisioni passate: "Non dovevo lasciare Napoli. Lì stavo bene, avevo fatto 70 partite con due infortuni e l’anno dopo hanno vinto lo scudetto".
Non manca il ricordo dei momenti più alti: il gol di Atalanta-Napoli, che secondo lui ha salvato la panchina di Gasperini, oppure l’esordio in Nazionale ad Amsterdam: esperienze che hanno segnato la sua crescita professionale e personale.
Serie B, umiltà e carattere
Ritornato in Serie B con il Monza, Petagna evidenzia la differenza tra le categorie: "In B la linea è sottile tra vincere e perdere. Serve umiltà e qualità dei singoli. Noi abbiamo dimostrato di avere il carattere giusto".
E sulle prossime sfide decisive, come gli scontri con Palermo e Venezia, il messaggio è chiaro: "Può decidersi lì, ma non bisogna più perdere punti come a Chiavari. La B è strana, ma divertente per questo".
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