A Milanello il rumore di fondo non è quello delle polemiche, ma della concentrazione. Massimiliano Allegri sceglie una linea precisa: nessuna dispersione di energie, nessuna battaglia verbale. Alla vigilia della sfida contro il Como, il tecnico del Milan guarda avanti e ridimensiona il clamore nato dopo Inter-Juve.
Milan, Allegri spegne le polemiche: "Inter-Juve? Nel calcio certe situazioni sono sempre esistite"
"Nel calcio certe situazioni ci sono sempre state", dice con tono misurato. Non minimizza, ma nemmeno alimenta il fuoco.
Obiettivo Champions, senza distrazioni
La rincorsa all’Inter capolista passa da una partita che Allegri definisce decisiva per il percorso rossonero. Il Como non è un dettaglio nel calendario, ma un passaggio obbligato.
"Dobbiamo concentrarci sul nostro cammino. Qui si decide la stagione e non abbiamo margine d’errore".
Nessuna ossessione per la vetta, ma un obiettivo chiaro: la qualificazione in Champions League. Allegri parla di paraocchi, di attenzione esclusiva al presente. Il derby arriverà, ma solo più avanti. Prima c’è da costruire la posizione che permetta al Milan di giocarselo con qualcosa in palio.
Le scelte di formazione e il peso dell’esperienza
L’assenza di Adrien Rabiot impone riflessioni a centrocampo. Allegri non fa drammi.
"Chi giocherà al suo posto farà bene. Jashari sta molto bene, devo valutare".
Su Rafael Leao il messaggio è di fiducia. Non percentuali, non tabelle mediche. Solo la convinzione che il talento, nel momento decisivo, emergerà.
"Rafa domani c’è. Pulisic è da valutare, ha sempre un piccolo fastidio. Ma quando serviranno giocatori tecnici, loro saranno preziosi".
E poi Luka Modric, esempio quotidiano di professionalità. Allegri lo racconta con ammirazione quasi paterna.
"Chiede scusa per un passaggio sbagliato su sessanta. Nella fase decisiva cambia faccia. È l’amore per il calcio che fa la differenza".
Non è solo una frase d’effetto: è un messaggio allo spogliatoio. L’esperienza, in questa fase del campionato, pesa quanto la brillantezza atletica.
Il confronto con Fabregas
Dall’altra parte ci sarà il Como di Cesc Fabregas, allenatore definito "giochista" ma soprattutto tecnico in crescita.
"Sta facendo un lavoro importante, gli faccio i complimenti. Servirà una partita ordinata".
Allegri non entra nel dibattito ideologico tra estetica e pragmatismo. Parla di equilibrio, di gestione dei momenti, di disciplina tattica. La sua idea di calcio resta concreta: contano i dettagli, soprattutto quando la posta in gioco si alza.
Il caos arbitrale e il VAR
Inevitabile la domanda su quanto accaduto tra Inter e Juventus. Allegri non si sottrae, ma sceglie un registro diverso rispetto al passato.
"Hanno già parlato in tanti. Noi non dobbiamo disperdere energie".
Riconosce che il sistema VAR necessita di perfezionamenti sugli episodi oggettivi, ma distingue tra ciò che può essere misurato e ciò che resta interpretazione.
"Il famoso gol di Muntari era un metro dentro. Quello era oggettivo. Il resto è soggettivo e quindi opinabile".
È una riflessione che va oltre il singolo episodio. Allegri richiama la pressione che grava sugli arbitri, giovani e chiamati a gestire partite in cui la qualificazione Champions può cambiare il destino economico di un club.
"Arbitrare in un calcio così veloce è difficile. Servono nuove soluzioni, anche per situazioni che nascono da fuorigioco o azioni borderline".
Poi una nota personale, quasi autocritica.
"Anch’io in passato sono caduto nelle polemiche. Mi tolgo".
Non è una resa, ma una scelta di maturità. Allegri sembra voler proteggere il gruppo da tensioni esterne, riportando l’attenzione sul campo.
Un campionato da difendere
"Il nostro campionato è bellissimo", sottolinea. E invita a chiedersi cosa debba restare al centro: i gesti tecnici o le decisioni arbitrali.
È una provocazione elegante. Il messaggio è chiaro: il calcio deve tornare a parlare di gioco, non di sospetti.
Alla vigilia di Milan-Como, Allegri non cerca alibi né bersagli. Cerca concentrazione. In un finale di stagione che si annuncia serrato, il Milan ha bisogno di solidità più che di rumore. E il suo allenatore, almeno per ora, ha scelto il silenzio operativo come strategia.
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