Milan, Allegri, Branchini chiarisce: "Non ha mai puntato allo scudetto, solo realismo e correttezza"
“Ha sempre parlato chiaro: guardiamoci le spalle, perché l’obiettivo reale è la qualificazione alla Champions League. Chi ha interpretato le sue parole come strategia, in realtà ha frainteso: si tratta di realismo e correttezza”.
LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 25: Head coach, Massimiliano Allegri of Juventus reacts during the UEFA Champions League group H match between SL Benfica and Juventus at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on October 25, 2022 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
Parla Giovanni Branchini, agente di Massimiliano Allegri, e chiarisce ogni possibile equivoco sulla stagione del Milan. “Il messaggio di Allegri è sempre stato concreto ed equilibrato: non ha mai pensato di vincere lo scudetto, non ha mai detto di voler correre dietro all’Inter”, sottolinea Branchini a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.
Milan, Allegri, Branchini chiarisce: "Non ha mai puntato allo scudetto, solo realismo e correttezza"
“Ha sempre parlato chiaro: guardiamoci le spalle, perché l’obiettivo reale è la qualificazione alla Champions League. Chi ha interpretato le sue parole come strategia, in realtà ha frainteso: si tratta di realismo e correttezza”.
Leao e le dinamiche societarie
L’agente ha anche toccato il tema di Rafael Leao, spesso al centro delle discussioni sul rendimento stagionale: “Le dinamiche societarie sono complesse. Leao è un cespite della società e va considerato nel quadro generale. È sotto gli occhi di tutti che quest’anno non sta dando il massimo apporto. Rimane però un giocatore importante, e Allegri lo difende fino alla fine, come fatto ieri nel post partita, nonostante la sostituzione brusca”.
L’Inter e il contesto del campionato
Branchini ha speso parole anche per l’Inter: “Ha una struttura societaria solida e una squadra molto forte, e farà suo questo campionato come merita. In passato ha compiuto veri miracoli: arrivare due volte in finale di Champions League è un risultato straordinario per il calcio italiano. È stato ingeneroso presentare la finale contro il Paris Saint-Germain come una gara equilibrata, dove l’Inter avrebbe avuto chances realistiche. La squadra aveva già compiuto un miracolo, e non poteva essere competitiva fino in fondo. Ci si è dimenticati di questo prima della finale, e poi si è parlato di una Waterloo infinita”.
Il calcio italiano tra criticità e futuro
Sullo stato generale del calcio italiano, Branchini non usa mezze misure: “Il nostro sistema non funziona da molti anni. I settori giovanili producono ormai più allenatori che calciatori. Gli allenatori vogliono fare carriera e usano i giovani per vincere tornei, non per creare giocatori. Questo errore di base ci sta costando la competitività internazionale”.
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