Alla vigilia della sfida contro il SSC Napoli allo stadio Maradona, dal US Lecce arriva una riflessione che va oltre il semplice risultato sportivo.
Lecce, Liguori presenta la sfida al Maradona: “Napoli-Lecce è la festa del Sud”
Il vicepresidente del club salentino, Corrado Liguori, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli, ha raccontato il significato di una partita che per lui ha un valore personale e simbolico. Un confronto tra due realtà del calcio meridionale che, pur con obiettivi diversi, rappresentano un pezzo importante del panorama calcistico italiano.
“Napoli e Lecce, due anime del calcio del Sud”
Per Liguori la sfida del Maradona non è una partita come le altre. Il legame tra le due città, tra le due squadre e tra le rispettive tifoserie rende l’appuntamento particolarmente sentito.
"Per me è sempre una partita speciale. Vivo a Lecce ma lavoro spesso a Napoli. Sono due città che rappresentano realtà importanti del Sud: il Napoli che lotta ai vertici e il Lecce che prova a difendere la categoria. È una vera festa del Sud."
Il dirigente giallorosso sottolinea anche il buon momento attraversato dalla squadra salentina, reduce da un periodo di risultati positivi.
"Arriviamo da una vittoria contro la US Cremonese e da una striscia positiva: nelle ultime cinque partite abbiamo conquistato nove punti. Per una squadra che lotta per la salvezza è una media molto buona."
Il valore simbolico della sfida
Liguori insiste sul significato che questa gara assume anche in chiave territoriale. Con poche squadre del Sud stabilmente presenti nella massima serie, ogni confronto tra club meridionali diventa una vetrina importante.
"A parte il Cagliari Calcio, che rappresenta una regione insulare, Napoli e Lecce sono due delle realtà del Sud presenti in Serie A. È bello vedere due club meridionali affrontarsi nella massima categoria."
Due percorsi differenti, ma entrambi significativi: da una parte il Napoli che continua a competere ai vertici, dall’altra il Lecce impegnato nella difficile missione della permanenza in Serie A.
La stima per Conte
Tra i temi toccati dal vicepresidente del Lecce c’è anche il rapporto personale con Antonio Conte, allenatore del Napoli.
"Io con Antonio ho un grande rapporto personale e una grande stima. Per me è il miglior allenatore italiano e uno dei migliori in assoluto."
Liguori non ha dubbi sull’impatto che Conte può avere su una squadra.
"Quando arriva in un club è difficile che non porti risultati. È una garanzia di successo. Gli auguro di cuore di poter compiere un’altra grande impresa con il Napoli."
E quando gli viene chiesto quale giocatore toglierebbe agli azzurri per la partita, la risposta arriva con una battuta che strappa un sorriso.
"Se potessi scegliere, toglierei l’allenatore. Senza Conte in panchina sarebbe già un grande vantaggio per il Napoli… anche se probabilmente troverebbe comunque il modo di incidere."
Il giudizio su De Laurentiis
Nel corso dell’intervista Liguori ha espresso anche una considerazione sul lavoro svolto negli anni da Aurelio De Laurentiis alla guida del Napoli.
"Non conosco tutte le dinamiche interne del club, ma se il Napoli è tornato a vincere lo scudetto dopo l’epoca di Diego Armando Maradona significa che qualcosa di molto importante è stato fatto a livello societario e sportivo."
Per il dirigente salentino, i risultati ottenuti negli ultimi anni rappresentano la prova della solidità del progetto azzurro.
Il modello Lecce: sostenibilità prima di tutto
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Liguori riguarda la filosofia gestionale del Lecce, fondata su un principio preciso: la sostenibilità economica.
"La nostra regola è molto chiara: meglio un fallimento sportivo che uno economico."
Il vicepresidente spiega il senso di questa scelta.
"Una retrocessione può essere recuperata. Un fallimento finanziario, invece, distrugge una società. Ci sono club storici che sono stati costretti a ripartire dalla Serie D dopo problemi economici. Noi vogliamo evitare questo rischio."
È una linea gestionale che il club segue da anni e che ha contribuito a consolidare il rapporto con la città.
Il legame con i tifosi
Per il Lecce il rapporto con la tifoseria rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.
"Da quando abbiamo rilevato il club, circa dieci anni fa, abbiamo lavorato molto per rafforzare il legame con la città."
I risultati sono evidenti anche allo stadio.
"Oggi abbiamo uno stadio pieno e circa 22.500 abbonati. Per una realtà come la nostra è un numero enorme ed è una delle cose che ci rende più orgogliosi."
Un momento storico per il Lecce
La stagione in corso rappresenta inoltre una tappa significativa nella storia recente del club salentino.
"Quest’anno abbiamo raggiunto un record storico: è la prima volta dal 1908 che il Lecce disputa quattro campionati consecutivi in Serie A."
Un traguardo che racconta la crescita della società e la solidità del progetto sportivo.
"Se riuscissimo ad arrivare al quinto anno consecutivo sarebbe un risultato ancora più importante, perché significherebbe consolidare definitivamente il nostro percorso."
Un campionato sempre più difficile
Liguori sottolinea infine come la lotta per la salvezza sia diventata negli ultimi anni sempre più complicata, soprattutto a causa dell’arrivo in Serie A di club sostenuti da grandi investimenti.
Tra gli esempi citati ci sono realtà come il AC Monza, legato alla figura di Silvio Berlusconi, il Parma Calcio 1913 e il Como 1907, società che negli ultimi anni hanno attirato proprietà economicamente molto solide.
"In molti casi le prime avversarie nella lotta salvezza sono proprio le neopromosse. Per questo dobbiamo lavorare con intelligenza e mantenere un equilibrio finanziario."
Il mercato e il caso Tiago Gabriel
In chiusura, il vicepresidente del Lecce ha evitato di sbilanciarsi sulle voci di mercato che riguardano il difensore Tiago Gabriel, accostato al Napoli.
"Nel nostro club ogni ruolo è ben definito. Tutto ciò che riguarda mercato e scelte tecniche spetta al direttore Pantaleo Corvino e al direttore Stefano Trinchera."
Poi una frase che lascia la porta socchiusa.
"Ho letto che Corvino non ha smentito. A questo punto non sarò certo io a smentire."
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