Lazio, Sarri contro il blocco delle trasferte: “Pena collettiva inaccettabile, è una sconfitta per le istituzioni”
Una presa di posizione forte, che si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla gestione dell’ordine pubblico negli stadi e sul confine tra prevenzione e punizione indiscriminata.
Maurizio Sarri torna a parlare con toni netti e senza mediazioni. Alla vigilia della sfida contro la Juventus, in conferenza stampa, l’allenatore della Lazio ha affrontato diversi temi chiave: dal rapporto con la società alla crescita della squadra, fino a una dura presa di posizione sul blocco delle trasferte imposto ai tifosi biancocelesti. Parole che vanno oltre il campo e chiamano in causa direttamente le istituzioni.
Lazio, Sarri contro il blocco delle trasferte: “Pena collettiva inaccettabile, è una sconfitta per le istituzioni”
Il tema più delicato riguarda la situazione dei tifosi. Sarri non usa mezzi termini nel commentare il divieto di trasferta:
"La situazione dei tifosi è pesante: giocare con quattromila persone è complicato. In più hanno subito il blocco delle trasferte: la pena collettiva è inaccettabile".
Il tecnico sottolinea come la stragrande maggioranza dei sostenitori non abbia responsabilità negli episodi contestati:
"Il 90-95% dei tifosi non ha fatto nulla e non può vedere la Lazio. È anticostituzionale ed è anche una sconfitta delle istituzioni, con queste punizioni assurde".
Una presa di posizione forte, che si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla gestione dell’ordine pubblico negli stadi e sul confine tra prevenzione e punizione indiscriminata.
Rapporto con la società e prospettive future
Sarri ha poi chiarito la sua posizione rispetto al club e al proprio futuro:
"Ho un contratto in essere e, se non emergono situazioni particolari che facciano cambiare idea a una delle due parti, si può proseguire".
Nessuna rottura, ma nemmeno illusioni. Il tecnico descrive una stagione complessa, segnata da limiti strutturali e da una rosa giovane, ancora in fase di maturazione.
"La squadra precedente era più pronta, questa è composta da ragazzi che devono crescere. Nessuno può dire che non abbia cercato soluzioni".
Il sogno prima della vittoria
Tra le frasi più significative della conferenza, emerge la filosofia personale di Sarri:
"Io non ho l’ossessione della vittoria, ma quella del sogno sì. Mi piacerebbe poter sognare, anche se poi magari si arriva settimi lo stesso".
Un concetto che va oltre il risultato finale e richiama l’identità stessa del progetto tecnico:
"Vorrei che la mente avesse questo spazio libero. In questo momento l’obiettivo principale è far crescere chi c’è".
Juve avversario difficile, Lazio in costruzione
Guardando al campo, Sarri riconosce le difficoltà della sfida contro la Juventus:
"La Juve, per l’intensità mostrata negli ultimi 25 giorni, non l’avevo mai vista così. Hanno una buona riaggressione, sono compatti e arrivano da una sconfitta penalizzante per gli episodi".
Allo stesso tempo, ribadisce un principio caro al suo modo di intendere il calcio:
"Nel calcio, a priori, non vince mai nessuno".
Giovani, adattamento e crescita
Spazio anche alle valutazioni individuali. Romagnoli è vicino al rientro, Maldini viene considerato un profilo duttile ancora in fase di definizione, mentre i nuovi acquisti seguono percorsi differenziati.
"Maldini ha qualità, ma deve seguire un percorso. Przyborek è bravo tecnicamente: è un progetto fattibile".
Su Zaccagni, cautela: nuovi controlli sono previsti a breve per valutare un infortunio definito "insolito".
Una linea chiara
Sarri chiude tracciando una linea coerente con tutto il suo intervento: meno polemiche, più lavoro, ma senza rinunciare a dire ciò che pensa.
"Di solito dico quello che penso. Al momento fare sogni e voli pindarici non è possibile: uno si adatta alla realtà".
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