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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Italia, Capello sceglie Conte ct: “È l'uomo giusto per rilanciare gli azzurri”. Dubbi sul ritorno di Mancini

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex allenatore del Milan, della Roma e della Juventus ritiene che Antonio Conte sia il profilo più adatto per guidare la ripartenza azzurra dopo le recenti difficoltà.

Italia, Capello sceglie Conte ct: “È l'uomo giusto per rilanciare gli azzurri”. Dubbi sul ritorno di Mancini
L'Italia è alla ricerca del nuovo commissario tecnico e, nel dibattito che accompagna il futuro della Nazionale, Fabio Capello ha preso una posizione netta.

Italia, Capello sceglie Conte ct: “È l'uomo giusto per rilanciare gli azzurri”. Dubbi sul ritorno di Mancini

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex allenatore del Milan, della Roma e della Juventus ritiene che Antonio Conte sia il profilo più adatto per guidare la ripartenza azzurra dopo le recenti difficoltà. Per Capello, la sfida non riguarda il valore degli allenatori in corsa, entrambi protagonisti di carriere ricche di successi, ma il momento storico che attraversa il calcio italiano. È proprio questo contesto, secondo l'ex ct dell'Inghilterra, a rendere Conte la scelta più indicata. Nelle sue parole, l'attuale situazione richiederebbe una vera e propria "terapia d'urto", una guida capace di incidere immediatamente sia sul piano mentale sia su quello dei risultati. L'aspetto che più convince Capello è infatti la capacità dell'ex tecnico del Napoli di imprimere rapidamente la propria identità alle squadre che allena. Un tratto che, secondo Don Fabio, potrebbe rivelarsi decisivo in una Nazionale destinata a lavorare con tempi ridotti e con pochi raduni a disposizione prima dei prossimi appuntamenti internazionali. Nel confronto con Roberto Mancini, Capello non mette in discussione i meriti dell'ex ct campione d'Europa nel 2021. Al contrario, ne riconosce il valore e il contributo storico offerto alla Nazionale con il trionfo di Wembley. Tuttavia, nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, evidenzia come la scelta di lasciare l'Italia nell'estate del 2023 per accettare la proposta dell'Arabia Saudita rappresenti ancora un tema difficile da ignorare nel giudizio complessivo sul suo possibile ritorno. La riflessione di Capello si spinge oltre il semplice confronto tra due nomi. L'ex tecnico sottolinea infatti come il prossimo commissario tecnico avrà davanti un orizzonte temporale limitato e la necessità di ottenere risultati in tempi brevi. In questo scenario, la capacità di Conte di trasmettere intensità, disciplina e spirito competitivo viene considerata un valore aggiunto fondamentale. Guardando alla rosa azzurra, Capello invita a non affidarsi esclusivamente ai giovani talenti emersi nelle ultime uscite. Pur riconoscendo la qualità delle nuove generazioni, ritiene indispensabile costruire un equilibrio tra prospetti emergenti ed elementi di esperienza, creando un gruppo in grado di affrontare con maggiore personalità le sfide internazionali. Nel corso dell'intervista, l'ex allenatore ha ricordato anche l'Europeo del 2016 disputato proprio sotto la guida di Conte, indicando quella spedizione come l'esempio più evidente della capacità del tecnico salentino di valorizzare il materiale umano a disposizione, anche in situazioni caratterizzate da assenze pesanti e risorse limitate. Capello non chiude però la porta a una riflessione più ampia sul futuro della panchina azzurra. A suo giudizio il modello del commissario tecnico federale, legato alla tradizione di Coverciano e incarnato in passato da figure come Bearzot e Vicini, conserva ancora un valore importante. Tuttavia, ritiene che l'attuale fase del calcio italiano richieda prima di tutto una figura capace di produrre un impatto immediato. Tra i tecnici che hanno attirato la sua attenzione viene citato anche Silvio Baldini, apprezzato per il lavoro svolto e per i messaggi trasmessi durante la recente esperienza con l'Under 21. Un profilo che, secondo Capello, potrebbe rappresentare una risorsa significativa per il futuro del movimento. La conclusione dell'ex allenatore è però inequivocabile. Pur riconoscendo i meriti di Mancini e il ricordo indelebile lasciato dall'Europeo vinto nel 2021, la sua preferenza ricade su Conte. Una scelta motivata dalla convinzione che il tecnico pugliese abbia ancora un percorso da completare in azzurro e che questo possa essere il momento ideale per riprendere un cammino interrotto anni fa.  
Andrea Fiorentino · Redattore