Italia, Abodi critica la gestione del caso Guardiola: "Senza la certezza del sì era meglio il silenzio"
"Tirarla fuori pubblicamente senza la sicurezza di un sì è stato un azzardo", ha dichiarato Abodi, aggiungendo che proposte di tale prestigio difficilmente possono essere liquidate con un semplice rifiuto.
La vicenda legata al possibile approdo di Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale continua a far discutere. A esprimere il proprio punto di vista è stato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che nel corso di un'intervista a Sky TG24 ha definito un errore aver reso pubblica l'ipotesi senza la concreta possibilità di arrivare a un accordo.
Italia, Abodi critica la gestione del caso Guardiola: "Senza la certezza del sì era meglio il silenzio"
Secondo il ministro, trattative di questo livello dovrebbero essere gestite con la massima riservatezza fino a quando non esistano reali possibilità di chiusura. "Non so se Guardiola abbia davvero preso in considerazione questa opportunità, ma se non hai una ragionevole certezza di arrivare al risultato è meglio mantenere l'opzione in maniera discreta. Tirarla fuori pubblicamente senza la sicurezza di un sì è stato un azzardo", ha dichiarato Abodi, aggiungendo che proposte di tale prestigio difficilmente possono essere liquidate con un semplice rifiuto.
Pirlo verso la Nazionale: "Sarò il primo tifoso"
Nel corso dell'intervista, riportata da SportMediaset, Abodi ha commentato anche il probabile arrivo di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico dell'Italia dopo il mancato accordo con Guardiola. Pur riconoscendo che ogni scelta tecnica comporta inevitabilmente una dose di rischio, il ministro ha invitato a giudicare il nuovo progetto esclusivamente dai risultati.
"Le scommesse sono sempre un azzardo, ma devono avere una logica. Sarà il campo a dire se questa decisione sarà stata lungimirante", ha spiegato. Abodi ha quindi ribadito di voler sostenere senza riserve il nuovo ct: "Avevo deciso di non esprimere preferenze e confermo questa linea. La Nazionale è la squadra del cuore e sarò il primo tifoso del commissario tecnico. Mi auguro che la scelta compiuta dal presidente Giovanni Malagò insieme a Paolo Maldini e Leonardo possa portare i risultati sperati".
Per il ministro, il rilancio dell'Italia non dipenderà soltanto dall'allenatore, ma dall'intero movimento calcistico. "Non è una questione di cognomi, ma di organizzazione. Anche i club di Serie A dovranno dare il loro contributo", ha sottolineato.
Euro 2032, fiducia sugli stadi: Napoli attende il via libera
Abodi ha infine affrontato il tema delle infrastrutture in vista di Euro 2032, confermando che il lavoro tra istituzioni e organismi sportivi procede con continuità. Il ministro si è detto fiducioso in vista delle prossime scadenze fissate dalla UEFA, pur riconoscendo che alcuni dossier richiedono ancora passaggi decisivi.
Parlando delle candidature italiane, ha ricordato che Milano resta alle prese con questioni che coinvolgono anche la Procura della Repubblica, mentre Napoli ha già presentato il proprio progetto tecnico e attende la deliberazione della Regione sulla copertura finanziaria. "C'è un ottimismo consapevole", ha affermato.
In chiusura, il ministro ha annunciato che Governo e CONI stanno lavorando a una riforma della giustizia sportiva, con l'obiettivo di introdurre un sistema più efficace e pienamente compatibile con il diritto europeo, superando quelle criticità che in passato hanno alimentato dubbi sulla tempestività e sull'uniformità delle decisioni.
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.