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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Inter, Marotta alza la voce in Lega: "Bastoni vittima di una gogna. Con una simulazione la Juve ha incassato 70 milioni"

Difesa del proprio giocatore, memoria storica degli episodi passati e richiamo alle conseguenze economiche delle scelte arbitrali: un discorso costruito su più livelli, con un obiettivo preciso, riportare equilibrio nel giudizio pubblico.

Marotta
La cornice è quella dell’assemblea di Lega Serie A, ma il tema che domina i corridoi è ancora uno: Inter-Juventus, il cosiddetto Derby d’Italia. A margine dell’incontro in via Rosellini, a Milano, il presidente dell’Inter e consigliere federale Giuseppe Marotta sceglie parole nette, calibrate ma incisive, riaccendendo il dibattito su arbitri, VAR e responsabilità mediatiche.

Inter, Marotta alza la voce in Lega: "Bastoni vittima di una gogna. Con una simulazione la Juve ha incassato 70 milioni"

Al centro delle sue dichiarazioni ci sono Alessandro Bastoni, l’arbitro Federico La Penna, un precedente che coinvolge la Juventus e un episodio del 2021 con Juan Cuadrado. Un intervento che va oltre il singolo episodio e che si inserisce in un quadro più ampio: la credibilità del sistema arbitrale e il peso economico delle decisioni in Serie A. Caso Bastoni: "Una gogna che va oltre i fatti" Marotta parte dalla difesa del difensore nerazzurro: "Bastoni è un patrimonio della Nazionale, non è mai stato protagonista di fatti clamorosi eppure c'è stata una gogna mediatica su di lui che va al di là di quanto successo. Un fatto deprecabile ma ordinario e non straordinario". Il presidente interista introduce così un concetto chiave: la sproporzione tra episodio e narrazione. Secondo Marotta, il dibattito attorno al centrale dell’Inter ha assunto contorni eccessivi, trasformando un episodio di campo in un caso mediatico. In termini comunicativi, la questione diventa doppia: da un lato la valutazione tecnica dell’azione, dall’altro l’amplificazione mediatica. E qui il dirigente richiama implicitamente il tema della responsabilità del racconto sportivo, spesso più incisivo dell’episodio stesso. La Penna, il VAR e il precedente scudetto Marotta non si sottrae nemmeno all’analisi dell’operato arbitrale: "La decisione è sbagliata, lo riconosco". Un’ammissione che però si inserisce in un ragionamento più ampio. Il presidente nerazzurro richiama infatti quanto accaduto nella scorsa stagione, quando l’Inter ha perso lo scudetto per un solo punto. "A posteriori è stato riconosciuto che il rigore contro la Roma a Bisseck era un clamoroso errore. Eppure ci siamo attenuti a quella decisione". Il messaggio è chiaro: l’errore arbitrale fa parte del sistema, ma deve valere per tutti allo stesso modo. Marotta ribadisce che l’Inter è intervenuta pubblicamente solo in casi ritenuti determinanti, come dopo Napoli-Inter, quando un rigore giudicato errato avrebbe inciso sull’esito della gara. Qui il tema si allarga alla professionalizzazione arbitrale, argomento inserito nell’ordine del giorno dell’assemblea. Un nodo strutturale che riguarda il protocollo VAR, il secondo cartellino giallo e il dialogo tra arbitri, capitani e allenatori. Il riferimento al 2021: "Una simulazione che vale 70 milioni" La parte più forte dell’intervento riguarda un episodio storico, tornato improvvisamente d’attualità. "Voglio ricordare solo un piccolo episodio per chi parla di simulazioni. Juventus-Inter 2021 con arbitro Calvarese e palese simulazione, come fu chiarito dagli organi arbitrali, di Cuadrado. Con quella vittoria la Juve ottenne la qualificazione Champions e la bellezza di 60-70 milioni di euro. Punto". Il riferimento è diretto: una decisione arbitrale può incidere non solo su una partita, ma sugli equilibri economici di un club. In un calcio sempre più industrializzato, la qualificazione in Champions League rappresenta una voce di bilancio determinante. Marotta introduce così un concetto strategico: l’errore tecnico diventa variabile economica. Non più solo sport, ma impatto finanziario. Il confronto con Chiellini: tensione rientrata Sul fronte istituzionale, il dirigente nerazzurro minimizza invece il confronto con Giorgio Chiellini, oggi dirigente bianconero: "Certo che ci siamo salutati, è stato un mio giocatore. È un dirigente giovane, inesperto, non mi permetto di dargli consigli. Ci siamo confrontati, sono dinamiche che si verificano negli spogliatoi: non sta a me giudicare". Parole che stemperano la tensione, pur lasciando intravedere la rivalità istituzionale che accompagna da sempre il Derby d’Italia. Assemblea di Lega: tra Fantacalcio e riforme arbitrali L’assemblea della Lega Serie A non si è limitata al tema arbitrale. Sul tavolo anche la possibile acquisizione del Fantacalcio, operazione che testimonia l’interesse crescente verso asset digitali e community engagement. Ma il retrogusto della giornata resta quello del confronto tecnico e politico. Professionalismo arbitrale, protocollo VAR, gestione del secondo giallo e dialogo strutturato con capitani e allenatori sono temi destinati a riemergere con forza.    
Andrea Fiorentino · Redattore