Ghoulam, l'ex terzino racconta Napoli: tra paura, tifosi ostili e l’affetto per De Laurentiis
Nonostante la paura e il senso di estraneità iniziale, Ghoulam decise di restare. Ci vollero circa sei mesi per comprendere a fondo le dinamiche del calcio italiano, il contrasto Nord-Sud e la profondità delle rivalità tra tifoserie.
Faouzi Ghoulam, ex terzino del Napoli, ha svelato in un’intervista a Fanpage i retroscena più intensi della sua esperienza in azzurro, fatta di momenti difficili, sfide personali e legami profondi con la città e con il club.
Ghoulam, l'ex terzino racconta Napoli: tra paura, tifosi ostili e l’affetto per De Laurentiis
Il racconto di Ghoulam, tra ricordi di stadi ostili e gesti di grande umanità, restituisce l’immagine di un giocatore cresciuto dentro un contesto unico, dove la passione dei tifosi può sorprendere, spaventare ma anche motivare.
Il primo impatto a Bergamo: paura e shock
Arrivato in Italia nel 2014, Ghoulam ricorda la sua prima partita contro l’Atalanta a Bergamo come un’esperienza sconvolgente.
"Dopo la prima partita volevo scappare", racconta il francese. "Perdemmo 3-0 e ciò che mi scioccò fu la cattiveria dei tifosi avversari. Arrivavo dalla Francia, dove il pubblico è molto più rispettoso e gli stadi sono moderni. Qui mi trovai davanti a insulti, striscioni offensivi fin sotto l’albergo… chiamai mio fratello e gli dissi: 'Ma dove mi hai portato? Posso tornare indietro?'".
Nonostante la paura e il senso di estraneità iniziale, Ghoulam decise di restare. Ci vollero circa sei mesi per comprendere a fondo le dinamiche del calcio italiano, il contrasto Nord-Sud e la profondità delle rivalità tra tifoserie.
Uno striscione che cambiò la mentalità
Tra tutti i ricordi negativi, ce n’è uno che segnò la sua mentalità: uno striscione a Bergamo recitava, secondo le parole del giocatore, “Preferisco un cognato nero che un napoletano”.
"Mi fece male, perché stavo iniziando a capire l’italiano e il significato di quelle parole", confessa Ghoulam. "Ma fu lì che la mia mentalità cambiò: da quel momento sono diventato napoletano a tutti gli effetti, prendendo su di me anche le battaglie dei tifosi".
L’incontro con De Laurentiis: un rapporto umano
Non tutto era paura e tensione: Ghoulam parla con grande stima anche di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, definendolo un uomo che mette l’aspetto umano al centro della gestione della squadra.
"Spesso si parla di lui solo per il business, ma a livello umano è straordinario. Mi è stato vicino durante i miei infortuni, mi chiamava dall’ospedale, mi mandava messaggi insieme alla moglie. Per lui i giocatori sono come figli".
La scelta di Napoli: una carriera segnata
Ghoulam racconta anche i retroscena del suo passaggio dal Saint-Étienne al Napoli. La trattativa con la Roma era già avviata, ma fu il Napoli, attraverso Rafa Benitez, a convincerlo.
"Benitez mi chiamò e mi spiegò che voleva assolutamente che venissi. Quello fu il momento decisivo. Capì subito che Napoli sarebbe stata una pagina fondamentale della mia carriera".
Dalla paura alla consapevolezza
Oggi Ghoulam ricorda quei primi mesi come un percorso di crescita personale e professionale. Dallo shock iniziale alla comprensione delle dinamiche culturali e calcistiche italiane, fino all’identificazione con la città e con il club: un viaggio che lo ha trasformato in un giocatore e in una persona più completa.
"Alla fine, Napoli non è stata solo una squadra in cui ho giocato: è diventata una parte di me. Ho imparato a prendere sulle spalle le battaglie dei tifosi, a sentire quella passione così intensa e unica. E non lo dimenticherò mai".
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