Figc, Ulivieri apre al confronto: "Malagò? Prima il programma, poi i nomi"
Secondo Ulivieri, non serve una rivoluzione strutturale, ma è indispensabile intervenire sui nodi più evidenti. Tra questi, il tema della crescita dei giovani resta prioritario.
Il percorso verso l’elezione del nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio entra nel vivo, ma il dibattito resta ancora aperto. A delineare il clima è stato Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, che ha invitato a concentrarsi sui contenuti più che sui nomi, in vista dell’appuntamento elettorale fissato per il 22 giugno.
Figc, Ulivieri apre al confronto: "Malagò? Prima il programma, poi i nomi"
Intervenuto durante una trasmissione radiofonica, Ulivieri ha chiarito la posizione dell’associazione: "Non ci sono candidati ufficiali, deve partire la campagna elettorale di chi vuole proporsi. Noi e l’Assocalciatori siamo in attesa". Una linea improntata alla prudenza, che apre alla valutazione di qualsiasi profilo, compreso quello di Giovanni Malagò. "Può andare bene chiunque, ma vogliamo vedere il programma", ha sottolineato, rimarcando la necessità di proposte concrete per il futuro del calcio italiano.
Talento e formazione al centro del dibattito
Secondo Ulivieri, non serve una rivoluzione strutturale, ma è indispensabile intervenire sui nodi più evidenti. Tra questi, il tema della crescita dei giovani resta prioritario. "Le nostre nazionali giovanili fanno bene e ottengono risultati, ma il passaggio verso la Serie A resta il momento critico", ha spiegato, indicando una difficoltà strutturale nell’inserimento dei talenti nelle prime squadre.
Un problema che, a suo avviso, non può essere risolto con obblighi regolamentari. L’idea di imporre un numero minimo di calciatori italiani in campo non viene considerata la soluzione, mentre serve un lavoro condiviso tra club e tecnici per favorire la maturazione dei giovani.
Nazionale e identità tecnica
Nel corso dell’intervento, Ulivieri ha affrontato anche il tema della guida della Nazionale, ribadendo la preferenza per un commissario tecnico italiano. Il riferimento è alla tradizione storica, con nomi come Enzo Bearzot e Marcello Lippi, protagonisti dei successi mondiali del 1982 e del 2006.
Il presidente dell’Aiac ha inoltre sottolineato la presenza di allenatori italiani di alto profilo anche nel panorama internazionale, citando Carlo Ancelotti, Vincenzo Montella e Fabio Cannavaro, esprimendo al contempo rammarico per l’assenza di Gennaro Gattuso tra i protagonisti dell’attuale contesto.
Verso le elezioni: priorità e attese
Il messaggio che arriva dal mondo degli allenatori è chiaro: prima dei nomi servono progetti. La scelta del prossimo presidente della Figc dovrà passare da un confronto sui programmi, con particolare attenzione allo sviluppo del talento e alla competitività del sistema calcistico nazionale.
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