FIGC, Malagò: "Io presidente? Un incarico affascinante, ma serve un progetto condiviso e una fiducia reale”
La compattezza manifestata dai club viene letta come un segnale incoraggiante, ma anche come una responsabilità: trasformare il consenso in un progetto concreto.
Nel panorama del calcio italiano si apre un nuovo fronte istituzionale che riguarda il futuro della FIGC e la possibile guida di Giovanni Malagò. Un tema che non riguarda solo i vertici, ma l’equilibrio complessivo del sistema calcio in Italia.
FIGC, Malagò: "Io presidente? Un incarico affascinante, ma serve un progetto condiviso e una fiducia reale”
Intervenendo al podcast “Sette Vite”, Malagò ha affrontato per la prima volta in modo diretto la prospettiva di una candidatura, mantenendo però una posizione prudente e attentamente calibrata.
“Non sono ancora in corsa”: la fase delle valutazioni
Malagò chiarisce subito il punto centrale della sua posizione:
“Non mi sono candidato ufficialmente. Ogni decisione arriverà solo dopo un passaggio formale”.
Una frase che definisce con precisione il momento attuale: non una corsa aperta, ma una fase di osservazione e confronto.
Il percorso verso la possibile presidenza FIGC, dunque, non è ancora avviato sul piano formale, ma si muove su un piano istituzionale e politico ancora in evoluzione.
Il segnale dei club: una fiducia rara nel calcio italiano
Uno degli elementi che più colpiscono l’ex presidente del CONI è il consenso espresso dalla Lega Serie A, con un sostegno quasi unanime da parte dei club.
“Vedere una compattezza simile in un ambiente storicamente diviso è qualcosa di impressionante”, ha dichiarato.
Un passaggio che evidenzia non solo il peso della proposta, ma anche la sua eccezionalità nel contesto del calcio professionistico italiano, spesso caratterizzato da posizioni divergenti.
Per Malagò, questa fiducia rappresenta un elemento decisivo, perché implica un riconoscimento di credibilità e capacità gestionale:
“Nei momenti difficili serve qualcuno in grado di mantenere equilibrio e direzione”.
Una sfida istituzionale, non personale
L’eventuale guida della FIGC viene definita come una “sfida affascinante”, ma non immediata né scontata.
Malagò sottolinea infatti la necessità di valutare con attenzione l’impatto di un eventuale incarico rispetto ai suoi impegni professionali e alla sua attività imprenditoriale.
La prospettiva non è quindi quella di una candidatura personale, ma di un percorso che richiede condizioni chiare, strutture definite e un progetto condiviso tra le componenti del sistema calcio.
Il nodo della Nazionale e il peso delle assenze mondiali
Nel suo intervento, Malagò non evita una riflessione sul momento sportivo della Nazionale di calcio dell'Italia.
“La mancata qualificazione ai Mondiali è qualcosa di doloroso e difficile da accettare”, afferma, sottolineando il valore simbolico di un’assenza che pesa non solo sul piano sportivo, ma anche su quello identitario.
Il riferimento è a una ferita ancora aperta per il movimento calcistico italiano, che continua a interrogarsi sulle proprie dinamiche interne e sulle prospettive future.
Una governance da ricostruire attorno alla stabilità
Il tema centrale che emerge dalle parole di Malagò riguarda la necessità di una governance più solida e condivisa. Non un leader isolato, ma una struttura capace di garantire continuità, equilibrio e visione strategica.
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La compattezza manifestata dai club viene letta come un segnale incoraggiante, ma anche come una responsabilità: trasformare il consenso in un progetto concreto.
Un passaggio delicato per il calcio italiano
La fase che si apre riguarda quindi non solo la possibile successione alla guida della FIGC, ma più in generale il modello di gestione del calcio italiano nei prossimi anni.
Tra riforme, equilibrio economico e competitività internazionale, la figura del futuro presidente assume un ruolo centrale nella definizione degli indirizzi strategici.
In questo contesto, la posizione di Malagò resta sospesa tra disponibilità e cautela, in attesa che il quadro istituzionale si definisca con maggiore chiarezza.
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