FIFA, Infantino ironizza sull’Italia: “Con 64 squadre forse si qualifica, magari con 208 è più facile”
Dopo l'introduzione del nuovo format a 48 nazionali, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha confermato che all'interno dell'organismo calcistico internazionale è stata discussa anche l'ipotesi di un torneo con 64 squadre partecipanti. Una prospettiva che, sebbene ancora lontana da una…
Il Mondiale 2026 ha appena aperto i battenti, ma in casa FIFA si guarda già oltre. Tra i temi che continuano ad animare il dibattito internazionale c'è la possibile ulteriore espansione della Coppa del Mondo, un progetto che potrebbe modificare ancora una volta il volto della competizione più prestigiosa del calcio mondiale.
FIFA, Infantino ironizza sull’Italia: “Con 64 squadre forse si qualifica, magari con 208 è più facile”
Dopo l'introduzione del nuovo format a 48 nazionali, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha confermato che all'interno dell'organismo calcistico internazionale è stata discussa anche l'ipotesi di un torneo con 64 squadre partecipanti. Una prospettiva che, sebbene ancora lontana da una concreta applicazione, testimonia la volontà della federazione di rendere il Mondiale sempre più globale e inclusivo.
Intervenendo ai microfoni di CazéTV dopo la gara inaugurale della competizione, Infantino ha invitato alla prudenza, sottolineando come la priorità sia valutare l'impatto dell'attuale formula prima di immaginare ulteriori cambiamenti.
"Siamo partiti con 48 nazionali e dobbiamo prima capire come funzionerà questo format. È già una Coppa del Mondo molto ampia. Abbiamo discusso anche dell'ipotesi di arrivare a 64 squadre, ma per il momento è giusto concentrarsi su questa edizione e vedere quali risultati porterà", ha spiegato il numero uno della FIFA.
L'idea alla base di un eventuale nuovo allargamento sarebbe quella di coinvolgere un numero ancora maggiore di federazioni nazionali, offrendo a più Paesi la possibilità di partecipare alla manifestazione. Una strategia che punta a rafforzare la dimensione globale del calcio, ma che inevitabilmente alimenta interrogativi sulla competitività del torneo, sulla sostenibilità organizzativa e sul valore tecnico della competizione.
Proprio parlando di un possibile Mondiale sempre più aperto, Infantino ha poi lanciato una battuta destinata a far discutere, chiamando in causa direttamente l'Italia. La Nazionale azzurra, infatti, non è riuscita a qualificarsi nemmeno per l'edizione 2026, prolungando una crisi che dura ormai da diversi anni.
"Forse con 64 squadre l'Italia riuscirebbe a qualificarsi. Chissà, magari se arrivassimo a 208 nazionali", ha scherzato il presidente della FIFA, provocando inevitabili reazioni tra tifosi e addetti ai lavori.
L'ironia di Infantino tocca un nervo scoperto del calcio italiano. Per la terza edizione consecutiva dei Mondiali, infatti, l'Italia è rimasta fuori dalla fase finale della competizione, un dato impensabile fino a pochi anni fa per una selezione che vanta quattro titoli mondiali e che per decenni è stata una delle protagoniste assolute del panorama internazionale.
L'ennesima assenza ha riacceso il dibattito sullo stato di salute del movimento calcistico nazionale, tra problemi strutturali, difficoltà nella valorizzazione dei giovani talenti e una crescente distanza dalle principali potenze europee e mondiali.
Mentre la FIFA riflette sul futuro della Coppa del Mondo, l'Italia è chiamata invece a riflettere sul proprio. Perché al di là delle battute e delle provocazioni, il vero tema resta il ritorno degli Azzurri sul palcoscenico che storicamente appartiene loro. E nessun allargamento del torneo potrà sostituire la necessità di ricostruire una nazionale capace di conquistare la qualificazione sul campo.
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