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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Interviste

Dzeko scalda Bosnia-Italia: "Nessun caso con Dimarco, ma se temi il Galles c’è un problema"

L’ex attaccante di Inter, Roma e Fiorentina analizza il momento dell’Italia e invita la Bosnia a credere nell’impresa, puntando soprattutto sull’aspetto psicologico.

Dzeko scalda Bosnia-Italia: "Nessun caso con Dimarco, ma se temi il Galles c’è un problema"
ISTANBUL, TURKEY - September 26: Edin Dzeko of Fenerbahce shows appreciation to the fans during the UEFA Europa League 2024/25 League Phase MD1 match between Fenerbahce SK and R. Union Saint-Gilloise at Ulker Stadium on September 26, 2024 in Istanbul, Turkey. (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)
Alla vigilia della sfida decisiva per l’accesso al Mondiale, Edin Džeko alza il livello della tensione sportiva con dichiarazioni che intrecciano rispetto e provocazione.

Dzeko scalda Bosnia-Italia: "Nessun caso con Dimarco, ma se temi il Galles c’è un problema"

L’ex attaccante di Inter, Roma e Fiorentina analizza il momento dell’Italia e invita la Bosnia a credere nell’impresa, puntando soprattutto sull’aspetto psicologico. Il chiarimento con Dimarco e il peso dei social Džeko ha voluto innanzitutto chiudere ogni possibile polemica con Federico Dimarco dopo l’esultanza discussa nei giorni scorsi. "È stata una cosa normalissima", ha spiegato, sottolineando come tra i due ci sia stato un confronto diretto e sereno. "Ci siamo sentiti, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che non voleva offendere nessuno. Gli ho risposto che non c’erano problemi". Per il centravanti bosniaco, il caso è stato amplificato più del necessario. "Oggi con i social bisogna stare molto attenti: anche le cose più normali vengono ingigantite". Un messaggio che invita a ridimensionare le polemiche e a riportare l’attenzione sul campo, dove la partita assume un valore ben più importante. La provocazione sull’Italia e il tema della pressione Il passaggio più incisivo arriva quando Džeko affronta il tema della pressione che grava sugli azzurri. "Dopo due mancate qualificazioni si giocano tanto e possono soffrire mentalmente", ha detto, lasciando intendere che la Bosnia cercherà di sfruttare ogni fragilità. Il riferimento al Galles è diretto: "Non volevano giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì senza paura e abbiamo vinto. Se hai paura di giocare in Galles qualcosa non funziona". Parole che non mettono in discussione il valore dell’Italia, ma ne evidenziano il momento delicato. "È una nazionale incredibile, hanno vinto quattro Mondiali", ha aggiunto, bilanciando provocazione e rispetto. Il fattore ambientale e la sfida di Zenica Džeko ha poi richiamato l’importanza del contesto in cui si giocherà la partita. Lo stadio di Zenica, compatto e vicino al campo, potrebbe diventare un elemento chiave. "Giocare in grandi stadi con tanti tifosi è un privilegio. Lo stadio ricorda molto un piccolo impianto italiano, quindi penso che l’Italia non avrà problemi", ha spiegato, pur sottolineando il sostegno che la Bosnia riceverà dal pubblico. Il centravanti ha ribadito anche il proprio legame con la nazionale. "È sempre un onore giocare per il mio Paese. Finché potrò dare il mio contributo e l’allenatore mi vorrà, sarò qui". Un messaggio da leader, rivolto tanto ai compagni quanto ai tifosi. Una sfida tra conoscenze e rispetto Džeko conosce bene il calcio italiano e non lo nasconde. "Ho vissuto in Italia per nove anni, è quasi una seconda casa. Prima e dopo la partita ci sarà rispetto, ma nei 90 minuti sarà guerra". Un confronto che, secondo lui, si giocherà anche sulla conoscenza reciproca. Infine, uno sguardo nostalgico al passato. "Rispetto a prima mancano i Totti, i Del Piero. Oggi c’è qualità, ma quelli di una volta erano di un altro livello". Un paragone che sottolinea l’evoluzione dell’Italia e allo stesso tempo accende ulteriormente l’attesa per una gara decisiva, dove la tensione mentale potrebbe contare quanto la qualità tecnica.
Andrea Fiorentino · Redattore