Deulofeu, il ritorno possibile: "La gamba è forte, ora aspetto la risposta del ginocchio"
"Vediamo se riesco a sopportare l’impatto. Sono felice perché sento la gamba davvero forte", ha spiegato. Parole misurate, ma cariche di significato per chi ha dovuto ricostruire il proprio corpo quasi da zero.
Tre anni lontano dal campo. Un’assenza che nel calcio moderno equivale a un’eternità. Gerard Deulofeu non si nasconde più: il rientro è vicino. O almeno, la sensazione è quella.
Deulofeu, il ritorno possibile: "La gamba è forte, ora aspetto la risposta del ginocchio"
Intervenuto ai microfoni di BBC Sport, l’ex attaccante del Milan ha raccontato il lungo percorso di recupero, tra sofferenza fisica e maturità personale.
"Vediamo se riesco a sopportare l’impatto. Sono felice perché sento la gamba davvero forte", ha spiegato. Parole misurate, ma cariche di significato per chi ha dovuto ricostruire il proprio corpo quasi da zero.
Un infortunio devastante, oltre il tempo
Il problema al ginocchio lo ha tenuto fuori per oltre tre stagioni. Un calvario segnato da interventi chirurgici, riabilitazioni, tentativi di rientro e nuove valutazioni cliniche. La sua stessa descrizione è cruda: "Vediamo come risponderanno le ossa, senza cartilagine e senza menisco".
Una frase che racconta meglio di qualsiasi referto medico la complessità del caso. Non è soltanto questione di muscoli o condizione atletica, ma di equilibrio strutturale. "Più muscoli hai, meno dolore senti nel ginocchio", aggiunge, spiegando il lavoro svolto per compensare l’assenza di parti fondamentali dell’articolazione.
La forza mentale oltre quella fisica
Il recupero di Deulofeu non è stato solo una battaglia clinica. È stato un percorso umano. "Vedere i tuoi figli crescere, stare con tua moglie… quella pace a casa è fondamentale per andare ad allenarsi ogni giorno con il giusto umore".
C’è una consapevolezza nuova nelle sue parole. La carriera, improvvisamente sospesa, gli ha imposto di ridefinire priorità e prospettive. "Immaginate se fosse successo da giovane? La carriera sarebbe finita subito", riflette.
Il momento dell’infortunio è arrivato quando aveva già costruito un percorso importante. Un dettaglio che, oggi, gli permette di guardare indietro senza rimpianti.
Una carriera già piena
Deulofeu non dimentica ciò che ha vissuto prima dello stop: "Ho giocato nel Milan, nel Barcellona, nell’Everton, nel Siviglia… ho vinto l’Europa League, ho segnato in nazionale. Cosa si può chiedere di più?".
Un elenco che non suona come autocelebrazione, ma come presa d’atto. Il talento esploso alla Masia, le esperienze nei principali campionati europei, i trofei conquistati. Una traiettoria già significativa, indipendentemente da ciò che accadrà ora.
Il prossimo passo: il campo
La vera incognita resta l’impatto agonistico. Allenarsi è una cosa, affrontare partite ufficiali un’altra. I contrasti, i cambi di direzione, l’intensità competitiva rappresentano il banco di prova definitivo.
"Sento di essere vicino", ripete. Ma la prudenza resta dominante. Il ritorno non sarà soltanto una notizia sportiva, ma un simbolo di resilienza.
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