De Rossi e il futuro: "Voglio allenare, il percorso è iniziato. I modelli? Pep, Capello, Gattuso..."
Dopo l'esperienza in Argentina, Daniele De Rossi, ospite di Casa Sky Sport, avrebbe sperato di stare a casa per piacere di starci, non perché obbligato dall'emergenza e dal Coronavirus. "Mi sento un po' stretto, ma passerà. C'è gente che sta molto peggio".
Dopo l'esperienza in Argentina, Daniele De Rossi, ospite di Casa Sky Sport, avrebbe sperato di stare a casa per piacere di starci, non perché obbligato dall'emergenza Covid-19. "Mi sento un po' stretto, ma passerà. C'è gente che sta molto peggio".
De Rossi e il futuro: "Voglio allenare, il percorso è iniziato. I modelli? Pep, Capello, Gattuso..."
Conclusa l'avventura con il Boca Juniors e la carriera da calciatore, l'ex capitano della Roma ha le idee chiare su quello che sarà il suo futuro: vuole fare l'allenatore, sta già studiando per diventarlo. "Ho fatto un percorso calcistico non unico ma raro - dice -. Non capita tutti i giorni, non posso sperare di fare lo stesso se diventerò allenatore. Mi piacerebbe allenare la Roma, ma prima devo diventare allenatore e fare un percorso di crescita di cui io e tutti gli allenatori hanno bisogno. Da essere un calciatore vecchio sono diventato un allenatore giovane, così inizio a vedere le cose con una rilassatezza che in campo non ti puoi permettere. Invece adesso che ancora devo iniziare la carriera da allenatore prendo tutto con calma: non ho questa fretta che accada domani. Può accadere tra cinque-dieci-vent'anni, ma dovrà succedere perché sarò diventato bravo, ma non perché sono stato un calciatore importante per questa squadra. Mi è sempre stato riconosciuto questo ruolo di leader, quindi magari sarò avvantaggiato da questo, ma l'allenatore è tanto altro".
I modelli - "Penso che devo imparare dal migliore, ossia Guardiola. Poi stimo Gattuso, è bravo. De Zerbi, invece, mi fa impazzire. Tra quelli degli altri sport, sono curioso di conoscere Pozzecco perché mi piace il modo che ha di interagire con i suoi giocatori. Spalletti poi mi ha segnato, lo reputo bravissimo, come Luis Enrique. Ma un atteggiamento alla Capello soprattutto con i giovani non guasta mai".
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