Napoli, De Bruyne nel mirino delle critiche in Belgio, il padre lo difende: "Non può fare tutto da solo". Sul futuro in nazionale: "Deciderà lui"
Concluso il Mondiale, De Bruyne inizierà la nuova avventura con il Napoli di Massimiliano Allegri, dove sarà chiamato a mettere la propria esperienza al servizio del progetto tecnico azzurro.
Kevin De Bruyne continua a essere uno dei protagonisti più discussi del Mondiale 2026. Dopo la qualificazione del Belgio agli ottavi di finale, il fuoriclasse del Napoli è finito al centro delle critiche di una parte della stampa e dell'opinione pubblica belga per prestazioni ritenute al di sotto delle aspettative.
Napoli, De Bruyne nel mirino delle critiche in Belgio, il padre lo difende: "Non può fare tutto da solo". Sul futuro in nazionale: "Deciderà lui"
A prendere posizione è stato il padre, Herwig De Bruyne, che in un'intervista al quotidiano belga Het Belang van Limburg (HBVL) ha difeso il figlio, invitando a contestualizzare i giudizi e ricordando che il rendimento di una nazionale non può dipendere da un solo calciatore.
Herwig era presente a Seattle per assistere alla sfida tra Belgio e Senegal insieme all'amico Peppe Giacomazza, ristoratore di Genk legato da anni alla famiglia De Bruyne. Un'amicizia nata quando Kevin, ancora adolescente, si trasferì nella città fiamminga per completare il proprio percorso di crescita calcistica con il Genk, prima dell'esordio in prima squadra.
Analizzando il cammino del Belgio, il padre del centrocampista ha invitato a non sottovalutare il livello della competizione. Secondo Herwig De Bruyne, il Mondiale sta confermando quanto il divario tra le nazionali si sia ridotto, rendendo ogni partita particolarmente equilibrata. Pur riconoscendo che la prestazione contro il Senegal non sia stata tra le migliori, ha evidenziato come l'obiettivo principale fosse conquistare la qualificazione, ricordando che anche altre grandi nazionali hanno incontrato notevoli difficoltà nelle prime gare del torneo.
La parte più significativa dell'intervista riguarda però le critiche rivolte al figlio. Herwig ha spiegato di essere ormai abituato alle oscillazioni dei giudizi nel mondo del calcio, sottolineando come un giocatore possa essere esaltato dopo una grande prestazione e messo in discussione pochi giorni più tardi. "Kevin non è solo in campo, ognuno deve fare la sua parte", ha dichiarato a HBVL, respingendo l'idea che tutte le responsabilità possano ricadere sul numero dieci dei Red Devils.
Sulla stessa linea anche Peppe Giacomazza, che ha richiamato un precedente storico del calcio italiano. Lo chef ha ricordato come durante il Mondiale del 2006 diversi protagonisti dell'Italia, tra cui Francesco Totti e Alessandro Del Piero, fossero stati criticati nella fase iniziale della competizione prima di diventare decisivi nella conquista del titolo, invitando quindi a non considerare concluso il percorso dei grandi campioni dopo qualche prestazione opaca.
Herwig De Bruyne ha infine affrontato il tema del futuro del figlio con la nazionale belga, senza sbilanciarsi. Secondo il padre del centrocampista, la decisione dipenderà esclusivamente dalle condizioni fisiche e dalle sensazioni che Kevin maturerà nei prossimi anni. Ha ricordato che il giocatore ha dovuto convivere con infortuni importanti nel corso della carriera e che il ruolo di trequartista richiede un notevole dispendio di energie. Allo stesso tempo, ha escluso qualsiasi problema di motivazione, spiegando che il figlio continuerà a vestire la maglia del Belgio finché riterrà di poter offrire un contributo significativo alla squadra. Quando sentirà di non essere più determinante, sarà lui stesso a scegliere di chiudere la propria esperienza internazionale.
AF
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