Coronavirus, i "furbetti" del Green Pass non sono poi così scaltri: acquistano certificati fasulli e poi vengono ricattati
Oltre il danno, la beffa. Doppia frode per chi pensava di aggirare i controlli. Quando i clienti hanno minacciato di denunciare i truffatori, questi hanno chiesto altri soldi: pena la pubblicazione di tutti i loro dati.
Coronavirus, i "furbetti" del Green Pass non sono poi così scaltri: acquistano certificati fasulli e poi vengono ricattati
Il "magico mondo" di Internet nasconde anche brutte sorprese: è inutile tentare di aggirare il sistema sul certificato verde, anzi si rischia una denuncia penale. A raccontare la storia di un gruppo nato su Telegram è il professore Matteo Flora, riporta Il Tempo: "Può una truffa essere talmente bella da configurarsi come Arte? La risposta è sì, e la migliore è quella ai danni dei No-Vax che ha visto la luce nelle scorse ore. Come forse sapete i "#NoGreenPass" hanno acquistato, a caro prezzo (150€-350€) su gruppi Telegram che avete visto su tutti i quotidiani, dei documenti falsi nonostante fosse palese che i pass NON POTEVANO essere contraffatti. Ora si sono aggregati in gruppi di ‘utenti delusi’ quando hanno scoperto che il FO**UTO GENIO dietro ai gruppi non può e vuole (ovviamente) consegnarli. Scoperto l'inghippo vogliono indietro i soldi, altrimenti minacciano di denunciare chi glieli ha venduti". Un vero business, con tanto di "cavallo di ritorno": sembrava un piano perfetto, con tanto di tariffe (fino a 300 euro per un singolo green pass, 500 euro per due, 900 euro per quattro), ma i primi che avevano pagato e ricevuto il green pass in formato digitale si sono presto accorti che il codice QR non funzionava. Intanto, però, tramite i gruppi Telegram erano stati venduti centinaia di green pass, tanto falsi quanto inutili. Alcune persone truffate, a quel punto, avevano chiesto a chi organizzava la vendita e la consegna dei green pass di restituire i soldi, minacciando una denuncia alla Polizia Postale. A quel punto, però, i truffatori hanno interrotto la vendita e scelto la strada del ricatto: "Abbiamo tutti i vostri dati, possiamo tranquillamente diffonderli online o consegnarli alle autorità. Fino a poco fa offrivamo un servizio illecito, è vero. Ma la nostra identità e i nostri sistemi sono sempre stati ben tutelati, mentre noi ora abbiamo tutti i vostri dati. Minacciare un'identità ignota quando si è totalmente disarmati, nel torto e con l'unica possibilità di prendere una denuncia è da stupidi». E poi arriva la richiesta aggiuntiva: «Per dimostrare ai pochi stolti che le minacce e i tentativi di spaventare non hanno fatto altro che ledere alla loro persona, abbiamo deciso di fornire, a tutte le persone che hanno inoltrato richiesta, 24 ore di tempo da questo momento per inviare un pagamento di 350 euro in Bitcoin".
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