CONI, Buonfiglio: "Vergara esempio virtuoso, valutiamo una regola per far giocare gli Under 21"
Interpellato sul perché molte società di Serie A preferiscano investire su calciatori stranieri piuttosto che su talenti italiani, Buonfiglio ha scelto un approccio realistico, distinguendo tra esigenze economiche e visione sportiva
Il dibattito sul futuro del calcio italiano torna al centro dell’attenzione dopo le parole del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha acceso i riflettori sul tema della valorizzazione dei giovani e sull’eccessivo ricorso ai calciatori stranieri in Serie A.
CONI, Buonfiglio: "Vergara esempio virtuoso, valutiamo una regola per far giocare gli Under 21"
Un intervento che parte dall’attualità e arriva a una proposta concreta, destinata a far discutere club e istituzioni.
Il tema: stranieri, bilanci e identità sportiva
Interpellato sul perché molte società di Serie A preferiscano investire su calciatori stranieri piuttosto che su talenti italiani, Buonfiglio ha scelto un approccio realistico, distinguendo tra esigenze economiche e visione sportiva:
"Non ho la presunzione di ragionare come i presidenti che sono degli imprenditori, che oltre all’obiettivo sportivo hanno anche un obiettivo economico per far tornare i conti".
Un passaggio che fotografa con chiarezza la complessità del calcio moderno, dove la sostenibilità finanziaria spesso orienta le scelte tecniche, talvolta a scapito della crescita dei vivai nazionali.
L’esempio Vergara e il Napoli come modello
Dal ragionamento generale, il presidente del CONI è poi passato a un caso concreto, citando il Napoli e uno dei suoi giovani più interessanti:
"Dal punto di vista della mentalità sportiva, invece, ho visto il Napoli e Vergara mi ha entusiasmato".
Un riferimento che sottolinea come l’inserimento dei giovani in prima squadra non sia solo una scelta identitaria, ma possa rappresentare anche un valore tecnico immediato. L’utilizzo di Vergara diventa così il simbolo di un percorso possibile, capace di coniugare competitività e sviluppo.
La proposta: una regola per gli Under 21
Da qui nasce l’idea più significativa espressa da Buonfiglio, una proposta che potrebbe incidere in modo strutturale sul sistema calcio:
"Forse vale la pena investire di più sui settori giovanili, magari codificando che almeno tre under 21-22 debbano giocare tutte le partite. È un’idea…".
Una riflessione che apre a scenari nuovi: l’introduzione di un vincolo regolamentare obbligherebbe i club a pianificare con maggiore attenzione il percorso dei giovani, favorendo continuità di impiego e responsabilizzazione precoce.
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