Belgio, Garcia difende Lukaku: "Infortunio serio, come Totti. Serve tempo e anche serenità mentale"
"Non sono un medico, ma lui ha deciso di fare terapie, di adottare dei trattamenti conservativi e di non operarsi. Ho vissuto la stessa situazione quando allenavo la Roma, con lo stesso infortunio, con Francesco Totti..."
during the UEFA Europa League Final between Olympique de Marseille and Club Atletico de Madrid at Stade de Lyon on May 16, 2018 in Lyon, France.
Il caso legato alle condizioni fisiche di Romelu Lukaku si arricchisce di un nuovo capitolo. A intervenire è il commissario tecnico del Belgio, Rudi Garcia, che in conferenza stampa ha scelto parole nette, offrendo una lettura chiara della situazione e prendendo apertamente posizione a favore dell’attaccante.
Belgio, Garcia difende Lukaku: "Infortunio serio, come Totti. Serve tempo e anche serenità mentale"
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Secondo il selezionatore, l’assenza del centravanti non sarebbe legata a dinamiche disciplinari o a scelte strategiche, ma a un problema fisico importante che richiede cautela, gradualità e soprattutto tempo.
Un infortunio delicato e il paragone con Totti
Garcia ha spiegato che Lukaku sta affrontando un infortunio di una certa rilevanza, sottolineando come la decisione di evitare l’intervento chirurgico e optare per una terapia conservativa sia tutt’altro che insolita. Per chiarire il concetto, il tecnico ha richiamato un precedente vissuto in prima persona quando allenava la Roma, citando il caso di Francesco Totti.
"Ho vissuto una situazione simile, con lo stesso tipo di problema. Anche lui scelse un percorso conservativo. In questi casi bisogna avere pazienza, perché il recupero completo richiede tempo", ha spiegato il commissario tecnico, lasciando intendere che la gestione prudente sia una scelta condivisibile e non un segnale di allarme.
Il messaggio è chiaro: non si tratta di un semplice fastidio muscolare, ma di una condizione che impone un ritorno graduale, senza accelerazioni.
Il peso della componente mentale
Nel ragionamento di Garcia emerge anche un aspetto spesso sottovalutato: la dimensione psicologica del recupero. Tornare in campo dopo un infortunio serio non significa soltanto ristabilire la condizione atletica, ma anche ritrovare sicurezza nei movimenti e fiducia nelle proprie sensazioni.
"Quando torni da un infortunio importante devi sentirti al cento per cento, altrimenti resta il timore di una ricaduta", ha osservato il tecnico. Una paura che, secondo Garcia, è comprensibile e perfino necessaria per evitare scelte affrettate.
Il riferimento non è solo alla forma fisica, ma alla necessità di eliminare qualsiasi esitazione. Un attaccante come Lukaku, basato su potenza e intensità, non può permettersi di giocare con il freno tirato.
La scelta di prendersi tempo
Garcia ha quindi difeso la decisione del giocatore di proseguire con le terapie e di non rientrare immediatamente in gruppo. Una scelta che, secondo il commissario tecnico, risponde a un’esigenza di lungo periodo, soprattutto considerando gli impegni futuri.
"Con un Mondiale all’orizzonte, è giusto che voglia tornare al meglio. È importante per lui, per il club e per la nazionale", ha sottolineato il ct, evidenziando come l’obiettivo sia un recupero completo e non un rientro anticipato.
Una posizione chiara e senza ambiguità
Le parole di Garcia delineano una linea precisa: prudenza, recupero graduale e attenzione all’aspetto mentale. Non una difesa d’ufficio, ma una valutazione basata sull’esperienza diretta e sulla conoscenza del percorso riabilitativo.
"Lukaku ha ragione a curarsi", è il concetto che emerge con forza. Una posizione che ridimensiona le polemiche e riporta il focus su ciò che conta davvero: garantire all’attaccante un ritorno stabile e duraturo.
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