Antonio Conte rompe il silenzio: "Napoli mi ha dato tantissimo". Futuro, Nazionale e il ricordo del ruolo da CT
Ospite negli studi di DAZN prima della finale del Mondiale 2026 tra Spagna e Argentina, l'ex allenatore del Napoli ha ripercorso le due stagioni vissute all'ombra del Vesuvio, spiegando di sentirsi oggi sereno dopo un periodo di grande intensità professionale.
Antonio Conte torna a parlare del Napoli e del proprio futuro, scegliendo parole di grande riconoscenza per il percorso vissuto sulla panchina azzurra. Ospite negli studi di DAZN prima della finale del Mondiale 2026 tra Spagna e Argentina, l'ex allenatore del Napoli ha ripercorso le due stagioni vissute all'ombra del Vesuvio, spiegando di sentirsi oggi sereno dopo un periodo di grande intensità professionale.
Antonio Conte rompe il silenzio: "Napoli mi ha dato tantissimo". Futuro, Nazionale e il ricordo del ruolo da CT
Conte ha definito la sua esperienza napoletana un capitolo ricco di soddisfazioni non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche umano. Un legame che resta forte nonostante la separazione e che conferma il rapporto costruito con l'ambiente azzurro.
"Napoli mi ha dato tantissimo": il bilancio di Conte
L'allenatore salentino ha raccontato di aver vissuto a Napoli due stagioni particolarmente significative, sottolineando il valore umano dell'esperienza. Dopo anni trascorsi ai massimi livelli della professione, Conte ha spiegato di aver scelto di prendersi un periodo di pausa per recuperare energie e dedicare maggiore spazio alla famiglia.
Il tecnico ha evidenziato come il lavoro da allenatore richieda un enorme dispendio emotivo e mentale, motivo per cui oggi preferisce vivere il calcio da osservatore, in attesa di eventuali opportunità future.
Il futuro resta aperto
Sul prossimo incarico Conte non ha fornito indicazioni precise. L'ex tecnico azzurro ha spiegato di non avere fretta e di voler valutare con calma eventuali situazioni che potrebbero presentarsi durante la stagione.
Un atteggiamento coerente con il suo percorso: Conte è sempre stato un allenatore abituato a scegliere progetti nei quali sentirsi coinvolto pienamente, con obiettivi chiari e una struttura societaria all'altezza delle ambizioni.
Nazionale italiana, nessun contatto con la FIGC
Tra gli argomenti affrontati anche la possibilità di un ritorno sulla panchina della Nazionale. Conte ha chiarito di non essere stato contattato dalla FIGC per il ruolo di commissario tecnico, ma ha ricordato con grande affetto la precedente esperienza alla guida degli azzurri.
L'ex CT ha definito quella parentesi un periodo speciale, ricordando il momento dell'addio come particolarmente emozionante. Secondo Conte, il nuovo corso della Nazionale dovrà puntare soprattutto sul senso di appartenenza e sulla capacità di creare una collaborazione efficace tra club e selezione azzurra.
Il tecnico ha inoltre sottolineato l'importanza della nuova struttura federale, con figure come Giovanni Malagò e Paolo Maldini coinvolte nel progetto, ribadendo che ogni decisione dovrà nascere da una reale condivisione interna.
Il pensiero sulla Nazionale: "Serve fare le cose bene"
Conte ha commentato anche il momento difficile vissuto dall'Italia, reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale. Secondo l'allenatore, quella situazione rappresenta un segnale importante per il movimento calcistico italiano e richiede scelte ponderate per ricostruire un percorso vincente.
Il tema centrale, secondo la sua visione, resta quello dell'equilibrio tra esigenze dei club e della Nazionale, evitando che una realtà diventi un ostacolo per l'altra.
Spagna, Argentina e il calcio delle grandi finali
Durante l'intervento su DAZN, Conte ha analizzato anche la finale mondiale tra Spagna e Argentina. L'ex allenatore del Napoli ha elogiato entrambe le squadre, definendo la Spagna la nazionale che più si avvicina al concetto di squadra di club per organizzazione e continuità di gioco.
Ha inoltre speso parole positive per Lionel Scaloni, apprezzandone la capacità di creare empatia con il gruppo argentino, e per Luis de la Fuente, considerato un tecnico capace di gestire la pressione con equilibrio.
Un passaggio anche su Thomas Tuchel e sull'eliminazione della sua squadra: Conte ha difeso il collega, spiegando che alcune decisioni degli allenatori vengono spesso interpretate in modo diverso dai giocatori in campo e sottolineando le difficoltà emotive che accompagnano ogni scelta durante una grande competizione internazionale.
Un futuro ancora da scrivere
Il presente di Antonio Conte è quindi fatto di tranquillità e riflessione, ma il suo nome resta inevitabilmente uno dei più importanti del calcio italiano. Dopo una parentesi intensa a Napoli e un'esperienza da commissario tecnico che continua a ricordare con orgoglio, l'allenatore attende il prossimo progetto con la consapevolezza di poter ancora incidere ai massimi livelli.
AF
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.