Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Interviste

Abodi sulle polemiche arbitrali: “L’AIA vive una fase complessa, agli arbitri serve serenità e tutela”

Secondo Abodi, le difficoltà che sta attraversando l’Associazione Italiana Arbitri non possono essere ricondotte esclusivamente a errori individuali o a episodi isolati. Il problema, spiega il ministro, è più profondo e riguarda il clima generale in cui gli arbitri sono chiamati a operare.

Abodi sulle polemiche arbitrali: “L’AIA vive una fase complessa, agli arbitri serve serenità e tutela”
Le discussioni sugli arbitraggi in Serie A continuano ad alimentare il dibattito pubblico e istituzionale. Sul tema è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha offerto una lettura più ampia della situazione, allargando il discorso dal calcio di vertice fino ai campionati dilettantistici e giovanili.

Abodi sulle polemiche arbitrali: “L’AIA vive una fase complessa, agli arbitri serve serenità e tutela”

Secondo Abodi, le difficoltà che sta attraversando l’Associazione Italiana Arbitri non possono essere ricondotte esclusivamente a errori individuali o a episodi isolati. Il problema, spiega il ministro, è più profondo e riguarda il clima generale in cui gli arbitri sono chiamati a operare. “L’AIA attraversa un momento di difficoltà che non è soltanto dettato da fattori di singoli e specifici. Lo si vede nello stato d’animo di chi scende in campo, che deve farlo con la serenità e la tranquillità necessaria per svolgere un ruolo delicatissimo”. Parole che mettono l’accento sull’aspetto psicologico della direzione di gara, spesso sottovalutato nel dibattito pubblico ma centrale per garantire qualità e imparzialità. Tecnologia e pressioni: il paradosso della Serie A Abodi riconosce come nei massimi campionati la presenza della tecnologia, dal VAR agli altri strumenti di supporto, rappresenti un aiuto concreto. Tuttavia, nemmeno questo basta a compensare il clima di pressione costante che circonda la figura dell’arbitro. Il ministro sottolinea come la serenità sia un fattore determinante a ogni livello del calcio, non solo in Serie A ma anche nelle categorie inferiori, dove spesso mancano tutele adeguate. Dilettanti e giovanili: il problema della sicurezza Il discorso si fa ancora più delicato quando Abodi richiama l’attenzione sui campionati dilettantistici e giovanili. In questi contesti, spiega, il problema non è solo tecnico ma anche culturale. “Misuro anche il livello di serenità che devono poter avere nella sicurezza a un livello diverso, quindi in terza categoria e nei campionati giovanili, dove la maleducazione dei genitori è una mancanza di rispetto e mette a repentaglio fisicamente gli arbitri”. Un passaggio netto, che denuncia comportamenti diffusi e spesso minimizzati, ma che incidono pesantemente sulla disponibilità di nuovi arbitri e sulla qualità del sistema calcistico di base. Violenza sugli arbitri e norme insufficienti Abodi torna poi su un tema particolarmente sensibile: la violenza contro i direttori di gara, soprattutto nei dilettanti. Il ministro ricorda l’introduzione di una norma che equipara, in determinate circostanze, l’arbitro a un pubblico ufficiale durante la gara, prevedendo anche l’arresto in caso di aggressione. “Noi abbiamo fatto una norma che prevede anche l’arresto se l’arbitro viene picchiato. Ci sono centinaia di episodi ogni anno. Ma se dopo questa norma il giudice ritiene di non procedere perché c’è stato soltanto qualche schiaffo e qualche insulto, vuol dire che non ci capiamo”.
Andrea Fiorentino · Redattore