Il Milan entra in una fase decisiva della propria ricostruzione tecnica. Dopo settimane di valutazioni e riflessioni interne, il nome che sembra aver conquistato sempre più consensi ai vertici rossoneri è quello di Oliver Glasner, allenatore austriaco apprezzato per la sua capacità di costruire squadre organizzate, aggressive e moderne.
Milan, Glasner accelera: progetto offensivo, asse con Rangnick e l’ipotesi Alaba. Ma il Feyenoord osserva da vicino
Le prossime ore potrebbero risultare determinanti per capire se la dirigenza riuscirà a chiudere l’operazione oppure se dovrà fare i conti con la concorrenza crescente del Feyenoord.
L’avvicinarsi dell’avvio dei Mondiali 2026 rischia infatti di rallentare molte dinamiche legate a panchine, dirigenti e mercato internazionale. Per questo motivo il club di Via Aldo Rossi è chiamato ad accelerare, evitando che eventuali tentennamenti aprano spazi a inserimenti esterni.
Glasner convince il Milan: identità chiara e calcio offensivo
Nel corso dei colloqui avvenuti negli ultimi giorni, Glasner avrebbe impressionato la proprietà e l’area sportiva non soltanto per il curriculum costruito negli ultimi anni, ma soprattutto per la profonda conoscenza dell’attuale rosa milanista. L’allenatore avrebbe studiato attentamente il rendimento della squadra nell’ultima stagione, individuando punti di forza, limiti strutturali e margini di crescita.
La sua idea di calcio rappresenterebbe una netta inversione rispetto alle recenti impostazioni tattiche viste a Milanello. Intensità, pressione alta, occupazione dinamica degli spazi e ricerca costante della verticalità sono principi che accompagnano da sempre il lavoro del tecnico austriaco. Un progetto che punta a riportare entusiasmo e spettacolo a San Siro, ma che richiederebbe inevitabilmente tempo per essere assimilato.
Proprio su questo aspetto Glasner avrebbe chiesto garanzie: la necessità di poter lavorare con continuità anche durante la fase iniziale del percorso, quando risultati e prestazioni potrebbero non essere immediatamente allineati alle aspettative di una piazza storicamente esigente come quella milanista.
Rangnick può diventare la figura chiave del nuovo corso
Parallelamente alla scelta dell’allenatore, prende quota anche l’ipotesi di un coinvolgimento sempre più concreto di Ralf Rangnick. L’esperto dirigente tedesco viene considerato una figura ideale per accompagnare la trasformazione tecnica del club, grazie alla sua esperienza nella costruzione di modelli sportivi sostenibili e competitivi.
L’eventuale presenza di Rangnick garantirebbe a Glasner un riferimento autorevole, capace di proteggere il progetto nei momenti più delicati e di contribuire alla definizione di una struttura tecnica coerente con le esigenze del calcio contemporaneo.
L’intesa culturale e professionale tra i due rappresenterebbe inoltre un elemento di continuità importante per l’intero progetto rossonero.
Suggestione Alaba: esperienza internazionale e leadership
Tra le possibili conseguenze di questo nuovo assetto emerge anche il nome di David Alaba. Il difensore austriaco, prossimo alla conclusione della sua esperienza al Real Madrid, rappresenterebbe un profilo particolarmente gradito all’interno di un contesto che potrebbe vedere proprio Glasner e Rangnick come punti di riferimento.
Al di là delle condizioni fisiche e degli infortuni che ne hanno limitato il rendimento nelle ultime stagioni, Alaba conserva un peso specifico elevatissimo sotto il profilo tecnico e caratteriale. La sua esperienza maturata ai massimi livelli europei, unita alla leadership riconosciuta all’interno della nazionale austriaca, potrebbe offrire al Milan una guida preziosa sia nello spogliatoio sia sul terreno di gioco.
In una squadra destinata a rinnovarsi profondamente, l’arrivo di un giocatore con il suo curriculum avrebbe anche un forte valore simbolico, contribuendo a trasmettere mentalità vincente e cultura internazionale.
Il Feyenoord resta alla finestra
Se da una parte il Milan sembra aver individuato in Glasner il profilo ideale per inaugurare un nuovo ciclo, dall’altra non può permettersi di perdere tempo. Il Feyenoord, alla ricerca di una nuova guida tecnica dopo la separazione con Robin van Persie, starebbe monitorando con attenzione la situazione.
L’interesse del club olandese rappresenta un fattore da non sottovalutare. Glasner continua a considerare il Milan una destinazione estremamente affascinante, ma senza una decisione definitiva il rischio di un inserimento concreto da parte della società di Rotterdam resta reale.
Le prossime giornate potrebbero quindi segnare uno spartiacque fondamentale per il futuro rossonero. La scelta dell’allenatore non determinerà soltanto chi siederà in panchina nella prossima stagione, ma definirà l’identità stessa del Milan che verrà: un progetto fondato su gioco offensivo, organizzazione moderna e una visione tecnica destinata ad accompagnare il club negli anni successivi.
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