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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Como, Nico Paz e Fair Play Finanziario: investimento sostenibile oggi, equilibrio obbligato dal 2027

L'investimento, sostenuto dalla proprietà della famiglia Hartono, non mette però il club al riparo dalle future verifiche della Uefa, che scatteranno con la partecipazione alle competizioni europee.

Como, Nico Paz e Fair Play Finanziario: investimento sostenibile oggi, equilibrio obbligato dal 2027
COMO, ITALY - DECEMBER 30: Nico Paz of Como 1907 celebrates with his team-mate Gabriel Strefezza after scoring their team's first goal during the Serie A match between Como 1907 and US Lecce at Stadio G. Sinigaglia on December 30, 2024 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
L'acquisto di Nico Paz rappresenta un passaggio storico per il Como, che con un'operazione dal valore vicino ai 60 milioni di euro conferma un progetto sportivo sempre più ambizioso. L'investimento, sostenuto dalla proprietà della famiglia Hartono, non mette però il club al riparo dalle future verifiche della Uefa, che scatteranno con la partecipazione alle competizioni europee.

Como, Nico Paz e Fair Play Finanziario: investimento sostenibile oggi, equilibrio obbligato dal 2027

Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, infatti, il vero banco di prova arriverà nella primavera del 2027, quando verranno analizzati i conti del triennio precedente secondo il nuovo regolamento sulla sostenibilità finanziaria. Nel breve periodo il Como può permettersi un'operazione di questo livello grazie alla solidità della proprietà, che negli ultimi anni ha finanziato la crescita del club con continui aumenti di capitale. La situazione cambia però nel momento in cui entra in gioco il sistema di controllo della Uefa, che non valuta soltanto la disponibilità economica degli azionisti, ma soprattutto la capacità della società di mantenere nel tempo un equilibrio tra ricavi e costi. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, il Como presenterà con ogni probabilità risultati economici superiori ai limiti previsti dal Fair Play Finanziario. In questo scenario l'ipotesi più concreta resta la sottoscrizione di un settlement agreement con la Uefa, uno strumento già adottato in passato da numerosi club europei che consente di programmare un graduale riequilibrio dei conti senza compromettere il percorso sportivo. Sul tema interviene anche Alessandro Giudice sul Corriere dello Sport, che invita a distinguere tra disponibilità della proprietà e sostenibilità gestionale. Il settlement agreement, osserva il giornalista, non rappresenta un'autorizzazione a spendere senza limiti, ma costituisce una conseguenza di un eventuale sforamento dei parametri economici, imponendo alla società un preciso percorso di rientro. In altre parole, l'accordo con la Uefa non elimina i vincoli, ma introduce obblighi ancora più stringenti nella gestione futura. Il nodo principale riguarda la capacità del Como di aumentare in maniera strutturale i propri ricavi. Il club sta investendo non soltanto nella prima squadra, ma anche nello sviluppo dell'academy, delle attività commerciali, del marchio e del patrimonio immobiliare, con l'obiettivo di costruire un modello economico meno dipendente dagli apporti della proprietà. In questo percorso avranno un peso crescente anche la valorizzazione dei calciatori e il player trading, oltre agli introiti derivanti dalla partecipazione alle coppe europee. La qualificazione in Champions League offre certamente nuove opportunità economiche, ma non rappresenta una garanzia permanente. Per mantenere elevati i ricavi sarà necessario confermare nel tempo i risultati sportivi e consolidare la competitività della squadra, evitando che la crescita dei costi superi quella delle entrate. L'operazione Nico Paz, quindi, non appare incompatibile con le regole del Fair Play Finanziario, ma segna l'inizio di una fase completamente diversa nella gestione del Como. Fino al 2026 il club beneficia della libertà concessa dall'assenza di controlli Uefa, mentre dal 2027 dovrà dimostrare che gli investimenti effettuati possono trasformarsi in un modello sostenibile anche sotto il profilo economico. La vera sfida, dunque, non sarà acquistare campioni, ma costruire un equilibrio finanziario capace di accompagnare stabilmente le ambizioni europee della società lariana.
Andrea Fiorentino · Redattore